BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Dove passa la strada per ricostruire un'etica pubblica?

Pubblicazione:

Carlo Emilio Gadda (1893-1973) (Foto dal web)  Carlo Emilio Gadda (1893-1973) (Foto dal web)

Soprattutto occorre ribaltare l'immagine che del paese viene continuamente trasmessa all'opinione pubblica italiana (e straniera). Dobbiamo valorizzare i nostri punti di forza, non solo affliggerci e compiangerci per le nostre debolezze. E' necessario comunicare messaggi positivi in grado di creare fiducia, le critiche dovrebbero essere costruttive, non distruttive. 

In poche parole, gli italiani devono imparare ad amare e apprezzare il loro Paese e questo insegnamento deve essere incluso nei contenuti dei programmi di educazione civica. Ovviamente non stiamo parlando della propaganda mielosa e autocelebrativa dei regimi totalitari, ma di trasmettere una visione più corretta e obiettiva della realtà in cui viviamo, attraverso documentari, progetti e programmi di approfondimento affinché le nuove generazioni conoscano le numerose eccellenze che ha prodotto e produce l'Italia. 

Questo è un compito che il Governo deve assumersi, non per patriottismo, ma per un mero senso di giustizia e di equità verso il paese e tutti gli italiani, al fine di non tradire e vanificare l'impegno di tutte le generazioni che hanno operato per regalarci un futuro migliore.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
13/06/2016 - Programmi di educazione civica e etica pubblica? (Franco Labella)

La collega Ciava è stata molto all'estero e magari si sarà persa la puntata di "Cittadinanza e Costituzione". Quando scrive letteralmente di inserire "nei programmi di educaione civica" qualcosa, non so se il suo è un wishful thinking, un consiglio (inesplicabile) ai docenti o cosa. L'educazione civica nel nostro Paese è esistita dai tempi di Moro (Aldo non Tommaso) fino alla sua eliminazione. Poi qualcuno (la Gelmini) si è inventata una non-materia, Cittadinanza e Costituzione che è nota solo agli editori scolastici. Se la cercate sulla pagella dei vostri figli la cercherete invano. Se vi chiederete quante ore sono dedicate alla non-materia datevi una risposta certa: 0 (zero). Se volete svolgere una piccola ricerca sul grado di diffusione della non-materia sarete benemeriti ad una condizione: non usate le parole magiche (Cittadinanza e Costituzione) in un motore di ricerca ma andate sul campo (scuole e studenti). Perché se googlate C&C vi viene fuori un mondo nuovo ancorchè inesistente e privo di effetti (altro che la costruzione dell'etica pubblica) fatta di un coacervo di iniziative, le più disparate, le più frammentarie che hanno una caratteristica comune. Sono iniziative che fanno capo solo al mondo esterno della scuola. Insomma è come se, volendo diffondere la pratica sportiva, ci rivolgessimo anziché ai docenti di Scienze motorie, alle società di calcio. E la brutta scuola non ha innvovato nulla in materia. Da Gelmini a Giannini nulla di nuovo sotto il sole.