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SCUOLA/ Il dirigente francese: vi spiego la legge di Hollande contro le scuole cattoliche

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Matteo Renzi con François Hollande (Infophoto)  Matteo Renzi con François Hollande (Infophoto)

Sì, accanto a questo sviluppo, se n'è aggiunto soprattutto un altro: le scuole di tipo coranico. Nei quartieri più difficili e ad alta densità di abitanti di confessione musulmana, si constata una realtà ben più impegnativa da controllare da parte del governo, ossia l'apertura di una miriade di "microscuole" dove l'insegnamento è prioritariamente dominato dalla cultura in lingua araba e dalla religione musulmana. 

 

E' pur sempre una possibilità compresa nella libertà di educazione riconosciuta dallo Stato.

Sì, però mentre le scuole modello Fondation pour l'école sono facilmente accessibili perché in luoghi predisposti e pubblici, le scuole senza contratto e di stampo musulmano, tipo "fai da te", sono realtà collocate il più delle volte in abitazioni private, e quindi fuori dal controllo del governo. Infatti, tra le sanzioni inflitte in caso di chiusura di tali scuole c'è un ammenda di 150mila euro.

 

Quindi il governo vuole un maggiore controllo su queste scuole…

Se la legge fosse fatta per colpire questa giungla di pseudo scuole, sarebbe una buona legge. In realtà, purtroppo, lo scopo del governo è "altro". 

 

Cioè?

Questa manovra è in incubatrice da tempo. Già un anno fa, la ministra socialista dell'Istruzione, Najat Vallaud-Belkacem, aveva accennato ad una legge in corso di studio per trovare un sistema che limitasse e controllasse le scuole senza un contratto con lo Stato. Tale frase, a mio avviso, non era diretta tanto alle scuole senza contratto, quanto all'insegnamento cattolico.

 

Cosa glielo fa pensare?

Le misure sono da collocare nel quadro più ampio della politica del presidente Hollande. Fin dall'inizio del suo mandato, le leggi approvate riguardano questioni di carattere etico: il matrimonio per "tutti", l'adozione di bambini per le coppie omosessuali, l'allargamento della legge sull'eutanasia, l'abbassamento dell'età dell'aborto e l'allineamento del periodo in cui può abortire, la possibilità che tutti i negozi possano aprire la domenica. In questo programma di "modernizzazione" della società francese, orientata a raggiungere gli standard europei, è inevitabilmente compresa anche questa fase: mettere a tacere la Chiesa. 

 

Ci spieghi meglio…

Occorre tenere presente che attualmente, degli otto milioni di ragazzi che frequentano la scuola dell'obbligo, quasi il 17% frequenta scuole private sotto contratto, che sono in maggior parte cattoliche; lo 0,5% studia in quelle private fuori contratto e lo 0,3 a domicilio. Mi pare che le "restrizioni" alla libertà di educazione siano davvero sproporzionate in rapporto all'obiettivo dichiarato.

 

Dunque?

La riforma guidata dal ministro Vallaud-Belkacem si propone di intensificare la prevenzione dei fenomeni settari e della radicalizzazione attraverso uno specifico gruppo di ispettori che affiancherebbe quelli già predisposti dalle autorità accademiche; questi ispettori dovranno assicurarsi che l'alunno non venga sottoposto a una "influenza ideologica o politica contraria ai valori repubblicani". Dato che le scuole fuori contratto non hanno i vincoli di quelle a contratto e sono molto più libere anche sotto il profilo educativo, si teme una loro moltiplicazione incontrollata.

 

Dopo gli attentati terroristici è comprensibile. Cosa c'entra la scuola cattolica?  



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