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SCUOLA/ Il dirigente francese: vi spiego la legge di Hollande contro le scuole cattoliche

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Matteo Renzi con François Hollande (Infophoto)  Matteo Renzi con François Hollande (Infophoto)

La lotta ai focolai di radicalizzazione islamica nelle scuole è senz'altro necessaria. Ma come ha detto il cardinale arcivescovo di Bordeaux, Jean-Pierre Ricard, il sistema attuale di dichiarazione, "pienamente applicato e al bisogno rafforzato, risponde già alle legittime esigenze di controllo da parte dello Stato". Consideriamo, invece, un altro aspetto.

 

Quale? 

Il freno maggiore a tutte questi "avanzamenti" della società, definiti "valori repubblicani", è proprio la morale cristiana, che ha rappresentato per secoli l'ossatura della società europea; la scuola cattolica in Francia costituisce un bacino di 2 milioni di studenti, in forte crescita con l'espansione delle scuole fuori contratto, e quindi rappresenta un potere nocivo alle riforme previste. 

 

Quindi sospetta che si tratti di una pressione sulla Chiesa?

E' più che un sospetto: da alcuni mesi si assiste anche ad un attacco senza pari al cardinale Barbarin, il quale avrebbe omesso di denunciare un prete per atti di pedofilia, benché prescritti da tempo. Anche questo fatto fa sorgere perplessità: non si è mai visto in una democrazia, degna di tale nome, un presidente del Consiglio che esorta un cardinale della Chiesa cattolica "a saper prendersi le proprie responsabilità" rispetto a quanto accaduto. 

 

Insomma, una recrudescenza del solito laicismo alla francese?

Il progetto mi sembra alquanto chiaro. Un potere che si permette di governare col 13% di consensi fa interrogare su quale fondamento può avere, e il disegno di legge sulle modifiche delle aperture delle scuole libere va collocato senz'altro in questo orizzonte.



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