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TRACCIA SVOLTA MATURITA' 2016 / Il Pil misura di tutto? (Tipologia D, tema socio-economico) di Lorenzo Corghi (Esami di Stato)

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TRACCIA SVOLTA MATURITÀ 2016: TEMA TIPOLOGIA B SOCIO-ECONOMICO "CRESCITA SVILUPPO E PROGRESSO SOCIALE. E' IL PIL MISURA DI TUTTO?" (ESAMI DI STATO) - Titolo proposto: "Il migliore degli indicatori?" - Quando un indicatore è univocamente calcolabile, semplice e facilmente comprensibile ha grandi speranze di diventare famoso. Il calcolo del prodotto interno lordo di uno stato è frutto di numerosissimi calcoli che necessitano della conoscenza del valore di tutte le transazioni economiche relative a beni e/o servizi  avvenuti nell'anno del quale si vuole ottenere il dato. Per il nostro paese è affidato all'Istat che oltre a prendere in esame una serie di dati ben specifici, esegue una stima sull'evasione ed elusione per poter uguagliare la domanda con l'offerta. Lo stato quindi chiede all'Istat di essere misurato esclusivamente da un punto di vista economico per mostrare al mondo eventuali miglioramenti rispetto all'anno precedente e per attrarre investimenti esteri. Il Pil inoltre viene ormai troppo spesso utilizzato per paragonare il benessere, lo sviluppo ed il progresso della società con quelli degli altri stati oppure come misura per valutare, prendere e lodare scelte politiche.

Il Pil risulta davvero essere un indicatore eccezionale per alcune valutazioni, a volte però la scelta di un buon indicatore, applicata ad un ambito sbagliato può avere pessime conseguenze.

RACCIA SVOLTA MATURITÀ 2016: TEMA TIPOLOGIA B SOCIO-ECONOMICO "CRESCITA SVILUPPO E PROGRESSO SOCIALE. E' IL PIL MISURA DI TUTTO?" (ESAMI DI STATO) - I teorici della Decrescita Felice — come S. Latouche — affermano che l'inseguimento cieco della crescita economica di un paese, ovverossia l'aumento costante del Pil, porti all'autodistruzione del mondo intero. Riportano, ad esempio, studi scientifici come quelli del tossicologo Narbonne che afferma che per il 2060 il genere umano sarà in via d'estinzione a causa della sterilità del suo sperma dovuto al'utilizzo dei pesticidi e degli altri inquinanti organici persistenti (Pop) e dei cancerogeni, mutageni e reprotossici (Cmr) utilizzati per aumentare la produttività dell'agricoltura. Questi teorici affermano inoltre che se si volesse assicurare lo stesso tenore di vita a tutti gli abitanti del mondo servirebbe un'estensione di terra coltivabile paragonabile e svariate volte quella presente sul nostro pianeta. Quello che la decrescita felice propone è di non seguire più come unico obiettivo la crescita del Pil, senza decrescere però in benessere. La crescita non è l'unico modo per uscire dalla crisi — viene affermato — e nemmeno l'unica possibilità per garantire lo sviluppo e il progresso sociale. Questa visione, che può essere considerata estremista e apocalittica, per certi versi però porta in sé un pensiero molto interessante: garantirsi una sostenibilità nel tempo.

Il Pil — necessariamente, si risponderà — è un indicatore della forza economica e quindi della sostenibilità di un paese.

J. Elkington ha affermato che la sostenibilità deve essere misurata su tre aspetti: quello economico, quello sociale e a quello ambientale. Il Pil per come è strutturato si focalizza soltanto sul lato economico della sostenibilità. Se la sostenibilità non viene perseguita su tutti e tre i fronti non si può considerare tale.  



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