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TRACCIA SVOLTA MATURITA' 2016 / Umberto Eco e la funzione della letteratura (Tipologia A, analisi del testo) di Emmanuele Riu (Esami di Stato)

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Umberto Eco (Infophoto)  Umberto Eco (Infophoto)

TRACCIA SVOLTA MATURITÀ 2016: TEMA TIPOLOGIA A, ANALISI DEL TESTO, UMBERTO ECO "SU ALCUNE FUNZIONI DELLA LETTERATURA (ESAMI DI STATO) - Nel brano Umberto Eco porta il lettore a soffermarsi su quanto il mondo di oggi sia pervaso da un'ingente mole di "poteri immateriali": uno fra questi è la letteratura: un bene non solo "immateriale", ma apparentemente privo di qualsiasi funzione pratica o immediata, quasi dotata di uno stato autonomo, fine a se stessa e fruita senza particolari obblighi. Se le cose stanno così, "a cosa serve la letteratura?" si chiede Eco.

TRACCIA SVOLTA MATURITÀ 2016: TEMA TIPOLOGIA A, ANALISI DEL TESTO, UMBERTO ECO "SU ALCUNE FUNZIONI DELLA LETTERATURA (ESAMI DI STATO) - Il primo aspetto che sottolinea il critico è quello della letteratura come esercizio della lingua, quella lingua che è un fondamentale patrimonio collettivo (cosa di cui ci si dimentica spesso). Un'annotazione del testo in particolare arriva quasi come un piccolo pugno nello stomaco: a quanti infatti si lamentano per l'appiattimento verso il quale la lingua italiana sembra precipitarsi negli ultimi decenni, soprattutto nella giungla di parole e discorsi dei mass media e dei social networks, Eco risponde che proprio questo percorso non solo era ammesso ma addirittura invocato e perseguito da autori come Manzoni in primis, seguito quasi un secolo dopo da Svevo e Moravia. Sappiamo infatti con che pazienza e con quale cura (quasi maniacale) l'autore dei Promessi sposi abbia manipolato la lingua del suo romanzo, lavorando con l'attenzione di un cesellatore su ortografia, vocaboli, sintassi, modi di dire ed espressioni comuni, scegliendo "quelle parole e quelle frasi, che per convenzione generale di tutti gli scrittori, e di tutti i favellatori (moralmente parlando) hanno quel tale significato: parole e frasi che o nate nel popolo, o inventate dagli scrittori, o derivate da un'altra lingua, quando che sia, comunque, sono generalmente ricevute e usate. Parole e frasi che sono passate dal discorso negli scritti senza parervi basse, dagli scritti nel discorso senza parervi affettate; e sono generalmente e indifferentemente adoperate all'uno e all'altro uso" (dalla Prefazione del Fermo e Lucia). 

TRACCIA SVOLTA MATURITÀ 2016: TEMA TIPOLOGIA A, ANALISI DEL TESTO, UMBERTO ECO "SU ALCUNE FUNZIONI DELLA LETTERATURA (ESAMI DI STATO) - Al di là della scelta infine operata da Manzoni verso una lingua colta fiorentina (soluzione che si pone come crocevia fondamentale per la costruzione della lingua che parliamo oggi), interessa qui evidenziare come ciò che oggi variamente si lamenta come un deterioramento della lingua, e cioè la sua uniformazione, era da Manzoni vista come un valore assolutamente positivo. Questo rivela nell'osservatore e nel commentatore moderno, assunto come ideale interlocutore da Eco, una parziale mancanza di prospettiva storica e linguistica, per cui ci si ritrova intrappolati nel sempre ricorrente cliché (si veda già l'approccio di Bembo alla lingua di Petrarca e Boccaccio) che considera ciò che è passato, un po' antico, e quindi ormai stabilizzato, come migliore. 

TRACCIA SVOLTA MATURITÀ 2016: TEMA TIPOLOGIA A, ANALISI DEL TESTO, UMBERTO ECO "SU ALCUNE FUNZIONI DELLA LETTERATURA (ESAMI DI STATO) - Tuttavia, vale la pena porsi una domanda: se per Manzoni un tale percorso è fondamentale per motivi politici — nel senso più alto del termine, nell'ottica di una possibile unità linguistica nazionale — e ideali — la lingua "piana" come strumento di comunicazione di verità e contenuti (interessante l'aggettivo moralmente riferito ai "favellatori") —, è ancora questa la tensione che spinge oggi la lingua verso un livello comune, verso un italiano medio? 



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