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MATURITA' 2016/ Prima prova, perché quel "padre" che fa sentire i giovani solo nullità?

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Il padre non è questo, e neppure il figlio è questo. Sembra alludere a ciò l'opera di de Chirico, Il figliol prodigo, proposta come unica immagine a completare la rassegna del ministero e sui cui molteplici significati, personali ed estetici, è meglio rivolgersi agli storici dell'arte. In ogni caso il titolo ripreso dalla parabola evangelica parla di un figlio che rielabora la rivolta e torna, accolto nella sua sconfitta, che dunque cambia di segno e apre alla novità. Credo che questa sia una lettura modesta e per così dire laica. Il livello minimo di comprensione.

Che dire in sintesi? Che la scelta fatta è retrograda, rimanda a una problematica presente ma vecchia, data l'inconsistenza odierna del padre nell'educazione dei giovani. Che la scelta fatta è univoca e si limita a un aspetto della relazione e a quello solo; come tale non rispetta la realtà che, come si sa, è complessa. Che la scelta fatta è plumbea, e in questo sì si adatta a tempi grigi, e non solo per i giovani, che spesso ne sono in gran parte inconsapevoli. Ma l'arte non può anche indicare, per i giovani e non, una lama di luce?



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