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MATURITA' 2016/ Terza prova fra "tipologie" e quizzone: il consiglio? "Ascoltare" bene le domande

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Per cui potreste non sapere che l'impostazione originale della terza prova, concepita da chi ha scritto quella legge, dovrebbe essere molto simile a quel che sta all'art. 3, comma 4: una prova realmente interdisciplinare, che prenda spunto da un testo ben inquadrato nel lavoro della tua classe, su cui accertare come te la cavi a compiere riflessioni, ragionamenti, calcoli e così via. Che è un po' come dire: cari prof, adesso che vi abbiamo annoiato con le tipologie, fate voi come meglio credete, dato che siete voi a sapere che classe avete davanti. A me qualche volta, sopratutto nei primi anni, era capitato di usare proprio questa procedura, scoprendo che gli studenti si trovavano particolarmente a loro agio (strano, eh?).

Ma, come temo, la cosa più probabile è che tu ti trovi di fronte alla A o alla B. Le più usate a livello nazionale, e quelle che guarda caso mietono il maggior numero di vittime. La C spero proprio di no, perché i test a risposta multipla potrebbero anche andare, ma non ha nemmeno senso pensare che un testo significativo e ben congegnato possa essere preparato nei brevi tempi a disposizione della commissione, e senza un solido affiatamento tra i vari commissari. Sì, ci sarebbero anche D, E ed F, e riguardano gli istituti tecnici o quelli professionali (ma non solo). Queste dovrebbero dar soddisfazione sia a te sia ai tuoi insegnanti: cosa meglio di mettere in pratica, in varie forme, quello che avete fatto insieme per uno o magari tre o cinque anni? Ma se nella tua classe le avete già provate, come risulta da quel famoso documento "del 15 maggio", tu sai già tutto e non hai problemi, mentre io devo scrivere per gli altri.

Se ti va bene, potresti avere la A. Nella forma che viene solitamente attuata (anche qui, non è esattamente quello che la legge richiede), consiste nello scrivere quattro o cinque brevissimi temi, su altrettante diverse materie. Sì, c'è il rischio che i commissari interni ti chiedano cose troppo ovvie, e quelli esterni scivolino invece fuori programma; ma è un rischio relativo. Perché sei stata ammessa all'esame senza bisogno della famosa pedata, e quindi su qualsiasi argomento dovresti essere in grado di fare almeno un minimo di ragionamento. Attenta alla sintesi, ed è fatta.

Più frequente e insidioso è invece il caso B (ti sarà venuto il dubbio che è quello che mi piace di meno). L'ottimo prof. Cereda, che su queste colonne ha già scritto tanto sugli esami, aveva preparato un vademecum che ancora oggi consiglio. Prima cosa: le domande devono essere chiaramente esplicitate; come dire: devono finire con il segno "?". 



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COMMENTI
26/06/2016 - Fusse che fusse (Sergio Palazzi)

Caro Cereda, il mio obiettivo a medio termine è di sopravvivere abbastanza a lungo per arrivarci, alla pensione, quindi mi godo la mia prolungata giovinezza... con molta simpatia per chi sta lì sull'Appennino e ci guarda con agreste serenità. L'augurio vero è che finalmente qualcuno si renda conto, non dico di quanto è assurdo e degradante per studenti e commissari, questo carrozzone degli esami: ma semplicemente di quanto costa. E che almeno per questa ragione lo chiuda una volta per tutte. Già dall'anno prossimo, visto che per stavolta è tardi. Scrutinio finale, un diploma con la media dei voti del triennio, evviva. Vuoi un diploma più sostanzioso? ti fai un esame volontario, serio e coi fiocchi, che se lo passi ti permetterà di saltare le prove di ammissione alle università; e se no per andarti a iscrivere fai un bell'esame d'ammissione alla singola facoltà, che basta chiamarlo "di stato" e con quel famoso comma dell'art. 33 resta sempre compatibile. Finchè un bel giorno non si capirà che la più urgente modifica della costituzione è proprio cancellare quelle tre righe, con tutta la mistica del pezzo di carta partita da Gentile ed arrivata a Checco Zalone. E lo scopo per cui Valentina va a scuola tornerà ad essere quello di imparare, crescere, costruire il proprio percorso di vita.

 
26/06/2016 - come non concordare? (Claudio Cereda)

Si vede che il Palazzi è ancora a scuola e invece io, da pensionato, vado a funghi. Molto buona l'idea di partire da Adamo ed Eva. Vi ricordate che per due anni è uscito un volumone curato dall'attuale Invalsi che allora si chiamava diversamente con la raccolta delle prove all'insegna della interdisciplinarietà. Poi dopo il diluvio le acque sono calate e adesso ci accontentiamo se la A è la A e la B è la B. Auguri a Valentina anche da me.