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MATURITA' 2016/ Terza prova fra "tipologie" e quizzone: il consiglio? "Ascoltare" bene le domande

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Meglio se sono introdotte da un paio di righe che aiutino a inquadrare esattamente il contesto, proprio per evitare di andare fuori tema girovagando nella nebbia. Solito stupido esempio: se la domanda dice "Di che colore era il cavallo bianco di Garibaldi?" la risposta corretta è di sole 6 lettere: b-i-a-n-c-o. Poi, chi preferisce la storia, o l'equitazione, o l'iconografia, potrà aggiungere qualche riga per integrare la risposta. Ma senza allungare troppo il brodo, perché nessuno è così sprovveduto da non accorgersi se scrivi a vuoto pur di aggirare l'ostacolo. Potresti invece trovare la domanda "Parla del Risorgimento". A questo punto, io e te ci siamo già capiti: chi ha preparato la prova non ha idea di cosa richiede la normativa per la tipologia B, ma lì di problemi dovreste averne di meno, salvo quello di riuscire a stare in quelle poche maledette righe. Stai tranquilla, scrivi qualcosa di pertinente: magari ti sei giocata il 15/15, ma alla sufficienza ci arrivi comunque.

Lo riassumo ancora una volta: leggi attentamente la domanda per capire cosa ti chiede davvero, rispondi senza divagare fuori tema, al limite chiedi alla commissione di spiegarla meglio.

Detto questo, dato che sei già stressata, le altre indicazioni te le posso dare in breve.

Ah, non lasciare nessun quesito in bianco: è così ovvio che me lo dimenticavo. Qualunque sia la famosa o famigerata griglia che verrà usata nella correzione, quel buco che hai lasciato sul tuo foglio peserà molto sul punteggio finale: scrivere una cavolata che vale solo 6/15 è sempre meglio di 1/15...

Scrivi prima le risposte in brutta copia, e correggile prima di ricopiarle. È un ottimo modo per utilizzare il tempo che hai, e non dimenticare che gli errori di ortografia e grammatica sicuramente pesano. Quindi, rileggi molto bene.

Ci sarebbe un'altra cosa che ti devo dire. Da quest'anno, la norma prevede esplicitamente che venga valutato in terza prova anche quanto svolto con il Clil, purché ci sia il relativo commissario. Io il Clil lo faccio formalmente da due anni, anche se sempre uso dare ai miei ragazzi qualche materiale di studio scritto in inglese. Testi veri, intendo, quelli che trovi su un sito Web originale, non quelle letturine spesso patetiche riportate da certi libretti di testo. So quindi che il Clil a volte è entusiasmante, ma spesso difficile. Ecco, non so proprio dirti come si regolerà la commissione su questo tema. Spero che lo faccia con professionalità e buon senso, perché so che voi vi ci siete impegnati.

In bocca al lupo, Valentina. Che forse ti sei annoiata prima, quindi chi è arrivato fino in fondo non sei tu, ma qualche mio collega: al quale, ringraziandolo per la pazienza, spero di avere dato almeno qualche spunto di riflessione prima di lunedì mattina. Dopo di che, ognuno di noi è bravissimo a sbagliare anche senza questi suggerimenti...



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COMMENTI
26/06/2016 - Fusse che fusse (Sergio Palazzi)

Caro Cereda, il mio obiettivo a medio termine è di sopravvivere abbastanza a lungo per arrivarci, alla pensione, quindi mi godo la mia prolungata giovinezza... con molta simpatia per chi sta lì sull'Appennino e ci guarda con agreste serenità. L'augurio vero è che finalmente qualcuno si renda conto, non dico di quanto è assurdo e degradante per studenti e commissari, questo carrozzone degli esami: ma semplicemente di quanto costa. E che almeno per questa ragione lo chiuda una volta per tutte. Già dall'anno prossimo, visto che per stavolta è tardi. Scrutinio finale, un diploma con la media dei voti del triennio, evviva. Vuoi un diploma più sostanzioso? ti fai un esame volontario, serio e coi fiocchi, che se lo passi ti permetterà di saltare le prove di ammissione alle università; e se no per andarti a iscrivere fai un bell'esame d'ammissione alla singola facoltà, che basta chiamarlo "di stato" e con quel famoso comma dell'art. 33 resta sempre compatibile. Finchè un bel giorno non si capirà che la più urgente modifica della costituzione è proprio cancellare quelle tre righe, con tutta la mistica del pezzo di carta partita da Gentile ed arrivata a Checco Zalone. E lo scopo per cui Valentina va a scuola tornerà ad essere quello di imparare, crescere, costruire il proprio percorso di vita.

 
26/06/2016 - come non concordare? (Claudio Cereda)

Si vede che il Palazzi è ancora a scuola e invece io, da pensionato, vado a funghi. Molto buona l'idea di partire da Adamo ed Eva. Vi ricordate che per due anni è uscito un volumone curato dall'attuale Invalsi che allora si chiamava diversamente con la raccolta delle prove all'insegna della interdisciplinarietà. Poi dopo il diluvio le acque sono calate e adesso ci accontentiamo se la A è la A e la B è la B. Auguri a Valentina anche da me.