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MATURITA' 2016/ Terza prova fra "tipologie" e quizzone: il consiglio? "Ascoltare" bene le domande

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ESAME DI STATO, MATURITA' 2016 TERZA PROVA LUNEDI' 27 GIUGNO. Cara Valentina, so che sei nel bel mezzo degli esami e non hai nessuna voglia di leggere le raccomandazioni di un prof. Ma è il mio mestiere, e in questo caso devo parlarti di quella terza prova scritta che ti aspetta domattina.

Noi ripetiamo l'esame quasi ogni anno, e quindi è un po' difficile non ripetere cose stradette: ma al 99,5% tu hai a che fare con l'esame per la prima ed ultima volta, ed è per questo che mi rivolgo a te.

La terza prova scritta, come saprai, è stata introdotta più o meno quando tu nascevi, e doveva servire a svecchiare questa cerimonia degli esami di stato — di cui ben pochi hanno una buona opinione — per renderla almeno più aderente al lavoro fatto dalle singole classi nelle singole scuole, in base a quell'idea di autonomia che sta addirittura nella nostra Costituzione.

Nasceva quindi per valutare il modo in cui ogni consiglio di classe è capace di lavorare in maniera unita, e di conseguenza interdisciplinare. Siccome però, quando venne introdotta, nessuno aveva ben capito come fare, dal ministero si inventarono una serie di formule con cui indicare alle commissioni come potevano costruire la traccia della prova stessa. Attenzione: potevano, non dovevano. Perché la normativa lo dice chiaro e tondo: la commissione non può superare certi limiti e sognarsi delle cose a caso, ma per il resto non è affatto obbligata a usare una delle famose "tipologie", minuziosamente elencate da A ad F. En passant: all'inferno c'è un luogo che aspetta il burocrate che introdusse il termine "tipologie" ed il giornalista che per primo nominò il "quizzone". Ah, non lo sai? Ottavo cerchio, decima bolgia: da quelle parti c'è anche qualche mio collega chimico, ma per altre ragioni.

Non è il momento di complicarti le idee, ma mi spiego, così quando avrai finito e potrai liberamente dire il tuo parere ai commissari (e ai tuoi insegnanti) potresti suggerirgli di leggere la raccolta di norme che il ministero ha preparato qualche anno fa, a questo link. Quello che ci interessa sta a pagina 100 e seguenti. Non escludo che proprio tu sia una degli studenti ai quali i prof hanno iniziato a spiegare questa cosa fin dall'inizio della terza, riprendendola con chiarezza quest'anno, quando il consiglio di classe doveva stabilire ad esempio come svolgere le simulazioni. E che quindi, dalle tue parti, abbiate scelto insieme con grande cura la prova più adatta a voi. Ma temo sia più probabile che non solo tu, ma neanche buona parte dei tuoi prof queste cose le abbiate mai lette. 



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COMMENTI
26/06/2016 - Fusse che fusse (Sergio Palazzi)

Caro Cereda, il mio obiettivo a medio termine è di sopravvivere abbastanza a lungo per arrivarci, alla pensione, quindi mi godo la mia prolungata giovinezza... con molta simpatia per chi sta lì sull'Appennino e ci guarda con agreste serenità. L'augurio vero è che finalmente qualcuno si renda conto, non dico di quanto è assurdo e degradante per studenti e commissari, questo carrozzone degli esami: ma semplicemente di quanto costa. E che almeno per questa ragione lo chiuda una volta per tutte. Già dall'anno prossimo, visto che per stavolta è tardi. Scrutinio finale, un diploma con la media dei voti del triennio, evviva. Vuoi un diploma più sostanzioso? ti fai un esame volontario, serio e coi fiocchi, che se lo passi ti permetterà di saltare le prove di ammissione alle università; e se no per andarti a iscrivere fai un bell'esame d'ammissione alla singola facoltà, che basta chiamarlo "di stato" e con quel famoso comma dell'art. 33 resta sempre compatibile. Finchè un bel giorno non si capirà che la più urgente modifica della costituzione è proprio cancellare quelle tre righe, con tutta la mistica del pezzo di carta partita da Gentile ed arrivata a Checco Zalone. E lo scopo per cui Valentina va a scuola tornerà ad essere quello di imparare, crescere, costruire il proprio percorso di vita.

 
26/06/2016 - come non concordare? (Claudio Cereda)

Si vede che il Palazzi è ancora a scuola e invece io, da pensionato, vado a funghi. Molto buona l'idea di partire da Adamo ed Eva. Vi ricordate che per due anni è uscito un volumone curato dall'attuale Invalsi che allora si chiamava diversamente con la raccolta delle prove all'insegna della interdisciplinarietà. Poi dopo il diluvio le acque sono calate e adesso ci accontentiamo se la A è la A e la B è la B. Auguri a Valentina anche da me.