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MATURITA' 2016/ Perché il liceo scientifico non è all'altezza della prova d'esame?

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Un giovane Alter Einstein a lezione (Foto dal web)  Un giovane Alter Einstein a lezione (Foto dal web)

Usare la geometria analitica era segno di modernità. I temi successivi al '69 sono rimasti, uguali a loro stessi sino ai mutamenti indotti dalla gestione Berlinguer: tre problemi e una domanda di teoria (di solito penosa). Non hanno mai trovato spazio le proposte che, testardamente, l'Umi (Unione Matematica Italiana) piazzava nei quesiti dei Giochi di Archimede: problem solving, modellizzazioni, iterazioni, algoritmi, lettura di un diagramma, dimostrazioni da inventare.

I tre problemi erano solitamente: uno di massimo e minimo, uno studio di funzione (a volte razionale fratta, a volte polinomiale, a volte goniometrica) con integrale finale, una questione di analitica, ogni tanto compariva qualche relazione da discutere. Negli anni si svilupparono le mode: la fase della trigonometria con largo spazio alle disequazioni, la fase della relazione lineare in seno e coseno o quella di II grado riconducibile in tangente, la fase della geometria solida con gli studenti che andavano in tilt già nel disegnare la figura di impostazione perché nessuno gli insegnava a farlo, la fase delle parabole e del teorema di Archimede. C'era sempre alla fine qualcosa che ruotava e bisogna trovare un'area o un volume. Le prove per il Pni erano più moderne e complesse, ma anche parecchio più difficili. Non provo nostalgia, tranne per pochi casi singoli, per quei tempi.

Oggi il liceo scientifico è un po' più scientifico: fisica inizia in prima, le ore di matematica del triennio sono passate da tre a quattro, scienze ha preso il posto del latino come materia con il monte ore massimo. Quest'ultimo aspetto marca il primato che le scienze della vita stanno assumendo nel dibattito epistemologico e bioetico prendendo il posto che negli anni Trenta-Sessanta del secolo scorso fu della fisica.

Nell'ambito di quel riordino ci sono due novità importanti: 1) la programmazione didattica si fa a partire dagli obiettivi in uscita descritti nel documento contenente le indicazioni nazionali per tutti i licei e tutte le materie; 2) la distinzione biennio triennio è sostituita da uno schema 2 + 2 + 1 che raccoglie alcune idee molto innovative del dlgs Moratti sull'ultimo anno come anno di sintesi, ricerca, orientamento. In realtà le principali innovazioni previste in quel decreto legislativo mai applicato, sono state lasciate cadere, ma lo schema è rimasto.

Cambiato lo schema si può cambiare l'organizzazione delle cattedre e le possibilità sono molte: separazione di matematica da fisica, superamento della separazione tra primo e secondo biennio, possibilità che il docente di matematica e fisica segua una classe dalla prima alla quinta.

Di sicuro, sia svolta da uno o da più docenti, la programmazione dei cinque anni deve guardare agli obiettivi in uscita e ad essi guarderà anche la stesura delle prove finali. Ho visto, per esempio, un'osservazione di un genitore che affermava che l'esercizio sugli integrali generalizzati relativi alla funzione della distribuzione normale (o gaussiana) sarebbe stato banale (ed è comunque considerato importante) se lo studente di liceo la conoscesse; poi — aggiungeva — non è così. 

 



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