BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MATURITA' 2016/ Perché il liceo scientifico non è all'altezza della prova d'esame?

Pubblicazione:

Un giovane Alter Einstein a lezione (Foto dal web)  Un giovane Alter Einstein a lezione (Foto dal web)

Se penso alla mia esperienza allo scientifico tradizionale negli anni Ottanta direi che i cambiamenti sono tanti e finalmente trovo il riscontro a battaglie condotte in solitudine sulla riduzione dei tecnicismi e sul valutare gli studenti non a colpi di scomposizioni, sistemi e disequazioni inventati solo per mettere in difficoltà e selezionare nel senso peggiore del termine. Le nuove indicazioni corrispondono alla programmazione di quanto facevo nel Pni (anni duemila) dove ci mettevo, in più, un carico da 90 su logica, teoria degli insiemi e costruzione concettuale degli insiemi numerici.

Nel secondo biennio ricevono una bella sfrondata la geometria analitica di III e la trigonometria di IV. Le cose più rilevanti sono l'insieme dei numeri reali e le problematiche dell'infinito, numeri complessi e loro rappresentazione (algebrica, vettoriale e goniometrica), le coniche dal punto di vista sintetico ed analitico, luoghi geometrici, geometria dello spazio con attenzione a rette, piani e poliedri e solidi di rotazione, equazioni polinomiali, successioni e progressioni, esponenziali e logaritmi in rapporto alle altre discipline (processi di crescita e di equilibrio), funzioni, inverse, rappresentazione delle trasformate di una funzione, tasso di variabilità, elementi di statistica descrittiva (deviazione standard, correleazione, regressione), calcolo combinatorio e probabilità condizionata e composta. Quasi ad ogni argomento, come il prezzemolo, compare il tema dei modelli.

Secondo me, nel secondo biennio, c'è una cattiva distribuzione del tempo; andrebbero anticipati con maggiore coraggio, e se insegnassi lo farei, elementi concettuali di analisi matematica introducendo attraverso i concetti di tangente e area (e i nessi reciproci) gli operatori di derivata ed integrale.

Nel Pni lo facevo in terza ma anticipavo già nel biennio l'abitudine a leggere gli elementi cruciali di un diagramma e i cosiddetti punti critici. Secondo me è il modo giusto di abituare gli studenti alle sottigliezze dell'analisi e, quando affermo queste cose, ripenso sempre al mio incontro con l'analisi epsilon delta al primo anno di fisica. C'era un perito industriale alle prese con le sottigliezze dell'analisi. In pochi mesi dovevi saper apprezzare un nuovo modo di ragionare e contemporaneamente acquisire tutti gli aspetti operativi.

Eravamo in 400 tra fisici e matematici e a giugno ce la facemmo in una quarantina. Nell'apprendimento ci vuole gradualità e mentre le tecniche vanno spalmate nel tempo, alcuni concetti (quelli che hanno introdotto la dinamica entro la matematica) vanno anticipati il più possibile. Tra le altre cose, come ci insegna la storia della matematica, è andata così: prima avanti tutta, poi vediamo se si poteva fare con un approccio che, nella metà del 900, è divenuto quello di Feynman.

Le vittorie dello spirito umano sono tali e così come dopo l'invenzione dell'algebra nessuno si sogna più di risolvere per via geometrica i problemi che portano ad un'equazione o le problematiche sulla proporzionalità, lo stesso atteggiamento dobbiamo averlo nei confronti dell'analisi. Nel farlo è importante utilizzare a pieno le parti dei temi d'esame che possono essere spalmate sui quattro anni. Negli anni Ottanta restavo sempre sconcertato dal fatto che alcune colleghe iniziavano ad occuparsi di temi d'esame a marzo della quinta e parlavano per la prima volta di integrali nel mese di maggio. 

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >