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SCUOLA/ Character, lo "sconosciuto" decisivo

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Mi piacerebbe riuscire a dare un voto a queste voci e riuscire a formalizzarle in maniera più chiara. Su questo accetto volentieri suggerimenti, proposte e correzioni. Il desiderio di dare un voto nasce proprio dal voler dare il valore dovuto a questi aspetti che incidono a livello di crescita della personalità e diventano in seguito punti determinanti per la propria professionalità nel mondo del lavoro. 

Altre due  tematiche che sono emerse nell'incontro, e che accenno solo perché non possono essere taciute ma che non voglio né posso esaurire in poche righe, sono l'autonomia scolastica e l'alleanza tra la scuola e le famiglie. Sono aspetti che vedo legati fortemente ai "non cognitive skills" e alla loro valorizzazione.

Una scuola che mira a sviluppare i "non cognitive skills" dovrà cercare nuove strade e modalità per favorire l'emergere di questi aspetti e dovrebbe farlo a partire sia dalla sua organizzazione sia dalla sua strutturazione. Un obiettivo così alto e audace può crescere solo a fronte di un lavoro di ricerca fatto da una scuola in ricerca, lavoro che deve essere svolto su più fronti e da più componenti.

In questo servono un'ottima gestione economica (i conti devono tornare!), una professionalità del corpo docente che sia riconosciuta non solo a parole ma, come in ogni azienda non scolastica, anche attraverso una retribuzione più adeguata, e che porti ad una concorrenza tra realtà basata sulla qualità e sul merito. Inoltre i collegi docenti potrebbero, sempre rimanendo in linea con le indicazioni del ministero, sfruttare meglio l'autonomia rispetto ai programmi, agli orari, alle scelte dei contenuti dando così più spazio ai nuovi aspetti già citati. Nelle realtà dove poi sono presenti più livelli (esistono scuole con alunni che frequentano dall'infanzia alle superiori) il valore aggiunto si ottiene se il lavoro viene fatto sui vari livelli giungendo così ad un curriculum verticale concreto e chiaro. Come già accennato, gran parte del character inizia a formarsi durante l'età prescolare, quindi prima si inizia ad averne cura meglio è.

Decisivo infine l'aspetto di una corresponsabilità scuola-famiglia, un patto educativo che deve essere reale e non solo formale. In questi anni in varie scuole mi è capitato di uscire da alcune assemblee di classi in cui non vi erano grosse problematiche e le domande che emergevano dai genitori erano legate solo a certificazioni per le lingue straniere, aumento e sviluppo dell'esposizione alla lingua inglese tramite madrelingua, lezioni Clil, raggiungimento di obiettivi informatici, richieste di laboratori pomeridiani per organizzare già l'anno seguente ai propri figli, eccetera. 



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