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SCUOLA/ I due "preconcetti" che ostacolano il bonus merito

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Pertanto esplicitamente viene definito come caratteristica del leader efficace la capacità di creare comunità di apprendimento (learning community) e l'essere capace di proporre e attivare reali "pratiche e stili di relazioni collaborative", che valorizzino competenze e  conoscenze del personale, che promuovano autentiche innovazioni organizzative. 

Pertanto l'attuale sfida della valorizzazione e del riconoscimento del merito può e deve costituire, se si vuole con coraggio attivare e sostenere efficaci processi di miglioramento, un passaggio nodale che consenta ai diversi attori delle singole scuole, a partire dai dirigenti e dagli staff di collaboratori, di mettersi in gioco sia personalmente che come comunità nel suo insieme.



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COMMENTI
20/06/2016 - Bonus malus (Lorusso Frank)

Il mio intento, descritto in modo più argomentato in (http://www.orizzontescuola.it/news/valutazione-merito-oltre-bonus) non è proporre una formula precisa, ma delineare metodo che coinvolga (in una visione di sviluppo dell'autonomia) la comunità in modo autentico in un processo di miglioramento e di crescita professionale condivisa: mi interessa di più ragionare a un livello di obiettivi importanti di lungo e medio periodo. Comunque per la "mancetta", che avrei preferito non dare, visto che c'è mi muovo insieme al Comitato di Valutazione così: OGNI DOCENTE COMPILA LA SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE AL FINE DI INDIVIDUARE UN PERCORSO DI CRESCITA PROFESSIONALE ALLA LUCE DEI PROPRI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA, NON SENTENDOSI ANCORATO ALL’ATTRIBUZIONE DEL BONUS, MA IN UNA SFIDA PERSONALE E DI COMUNITÀ DI APPRENDIMENTO CHE VUOLE MIGLIORARE. (OBBLIGATORIA) •CIASCUN DOCENTE ALLA LUCE DI QUANTO EMERSO DALLA AUTOVALUTAZIONE ELABORA UNA SCHEDA (FORMAT O LIBERA NARRAZIONE SINTETICA) IN CUI EVIDENZIA UNA PROPRIA ESPERIENZA SIGNIFICATIVA , CHE IN RIFERIMENTO AD ALCUNI DESCRITTORI PRESCELTI FORNISCA EVIDENZE CHE LA DOCUMENTINO (FACOLTATIVA DI DOCUMENTAZIONE AL BONUS) •IL DIRIGENTE ESAMINA LA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA PARTENDO DALLA SCHEDA 2 E SE NECESSARIO RICHIEDE ULTERIORI DOCUMENTAZIONI PER L’ATTRIBUZIONE DI UN BONUS CHE PREMI I DOCENTI CHE CON MAGGIORE EVIDENZA NELLE PROPRIE PERFORMANCE SI SIANO ALLINEATI AGLI OBIETTIVI PREFISSI DALL’ATTO DI INDIRIZZO AL RAV E AL PDM.

 
07/06/2016 - Glie lo chiedo in arcaico italiano (Franco Labella)

La full immersion (così mi adeguo) di customer satisfaction, leader learning, agent of change mi ha generato una domanda semplice semplice che pongo al preside Lorusso in arcaico italiano. Cosa ha misurato e cosa ha compensato con la mancetta quest'anno nella sua scuola? Attendo risposta al netto dei preconcetti. Grazie.

 
07/06/2016 - Bonus merito: escamotage furbastro e truffaldino (Vincenzo Pascuzzi)

Che la “Buona Scuola” sia legge è un fatto, non ci sono dubbi. Che la l. 107 sia una buona riforma è – quanto meno – discutibile e contestato. Che la stessa legge sia criticata e contestata da docenti e sindacatoni (almeno o solo a parole) anche questo è un fatto. È invece dubbia o equivoca la posizione dei presidi o DS, che sembrano gradire e approvare ciò che riguarda i docenti ma giudicano ancora inadeguato e insufficiente ciò che riguarda loro stessi, comprese le retribuzioni. Forse per non esporsi, non contraddire Miur e governo, stanno facendo buon viso a cattivo gioco e, in attesa possibili ricompense, tacciono e non indicano le storture della riforma, fra cui ambiti territoriali, chiamata diretta e bonus merito: tutte questioni che implicano burocrazia, maggior lavoro (gratis, a meno che ....), scelte e responsabilità soggettive, con conseguenti risentimenti e grane giudiziarie. Il merito e il bonus economico, simbolico o quasi, sarà - credo - questione cruciale e gravosa. In proposito e guardando la Francia, due aspetti che da soli ridicolizzano e distruggono la “Buona Scuola” di Renzi, Giannini, Faraone, Malpezzi, Puglisi, ecc.: 1) in Francia il governo ha deciso per i docenti un aumento di 1.400 euro annui: “Un docente percepisce uno stipendio di 3.600 euro mensili che potrebbero arrivare sino ai 3.900 euro lordi”; 2) “nemmeno un preside a fine carriera, qui in Italia, riesce a raggiungere cifre di questo genere”.