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SCUOLA/ Liceo classico, "rifondarlo" con Eco e Roland Barthes

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Jorge Luis Borges (1889-1986) (Foto Alicia D'Amico - Wikipedia)  Jorge Luis Borges (1889-1986) (Foto Alicia D'Amico - Wikipedia)

Di qui la scelta, almeno per noi vincente: "Pertanto mi atterrò a due modelli ormai solo ideali di liceoclassico e scientifico che sono quelli che ho conosciuto io sul finire degli anni Quaranta. Ma credo che fondamentalmente pregi e difetti siano rimasti gli stessi, altrimenti non sarebbe venuta l'idea di organizzare questo dibattito o dibattimento, per cui chiedo venia se nella costruzione della mia arringa ho lavorato su Idealtypen piuttosto che su realtà in corso".

Evitata la tentazione di rincorrere l'impazzita "attualità" delle ordinanze o delle Indicazioni nazionali, Umberto Eco guarda finalmente l'oggetto della sua arringa per quel che vorrebbe essere (ossia per quel che è), nella sua solida, reale idea culturale. Il liceo va difeso perché è un'idea fondativa, che sta al fondo, appunto, alle fondamenta, di tutta la nostra tradizione occidentale, almeno da Atene in poi. Semiologo e scrittore di successo come il Nostro, Roland Barthes aveva da tempo percorso questa alternativa postmoderna, cogliendo la tragica lezione diagnostica di Nietzsche, quando nel 1874 aveva affermato che "il contemporaneo è l'intempestivo". Ma non è forse proprio la virtù del classico quella di essere sempre presente nella sua intempestività, nella sua sempre mancata coincidenza con ogni forma attualizzata di sapere, e per questo sempre vivo? "Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo [classico] colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale, ma, proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo" (G. Agamben). 

Nella consapevolezza dell'abissale sproporzione, pure sia concesso anche a noi di offrire un ultimo omaggio a Umberto Eco. Con questa lirica Ezra Pound faceva i conti col "padre poetico" Walt Whitman. Con questa stessa lirica, Pasolini decise di omaggiare lo stesso Pound, sostituendo i nomi come se fosse una sua poesia, e leggendola così mutata al poeta americano ormai anziano durante una miracolosa intervista veneziana. I tre poeti rendono così visibile cosa significhi l'essere contemporanei della Classicità. Noi, umilmente, imitiamo. Stringo un patto con te, Umberto Eco: / Ti ho detestato ormai per troppo tempo. / Vengo a te come un figlio cresciuto / Che ha avuto un padre dalla testa dura; / Ora sono abbastanza grande per fare amicizia. / Fosti tu ad abbattere il nuovo legno, / Ora è tempo d'intagliarlo. / Abbiamo un solo fusto e una sola radice: / Ristabiliamo commercio tra noi (E. Pound, A pact, 1919).

 

(2 - fine)



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