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SCUOLA/ Lo chiamano "rito di passaggio", ma è solo una farsa

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Ho visto studenti dall'ottima preparazione ringraziare Dio per essere stati valutati almeno sulla settantina, e studenti con una preparazione appena sufficiente volare sulle ali degli Ottanta come se nulla fosse. Ho visto esami dove si torturano gli studenti con l'analisi maniacale e puntigliosa dei testi ed esami dove il testo… questo sconosciuto (e nemmeno richiesto!). Ho visto studenti preparare con serietà ed impegno percorsi di ricerca originali, presentati nell'indifferenza generale, e altri studenti presentarsi con percorsi del tutto scaricati da Internet senza che nessuno abbia fatto un'osservazione al riguardo, senza che nessuno gli abbia spiegato il concetto di plagio.
Allora ti viene la voglia di dimenticare. Dimenticare in fretta questa pagliacciata a cui sei costretto ogni anno quando si ha la sfortuna di essere nominato commissario d'esame.
"Non pensare al voto — mi fa la collega, anche un po' per giustificare se stessa —, tanto non serve a niente". Lo so benissimo. L'esame di stato è un rito che non serve a niente (tolto l'esonero delle tasse universitarie per le eccellenze). Ma fare una cosa vana e far finta di prenderla sul serio, o magari prenderla sul serio davvero, è appunto pirandelliano.
Dimenticare. Ma quanto si potrà dimenticare ancora? E quanto si potrà reggere a recitare la farsa? E, soprattutto, come preparare seriamente gli studenti ad una farsa del genere?
Per i ragazzi che avevano gli esami è finita, si sono liberati. Per noi docenti il problema rimane tutto.



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COMMENTI
15/07/2016 - Esami di Stato (lucia corucci)

Non so quale sia la professione di chi ha scritto l'articolo sugli Esami di Stato ma se è un docente, si deve vergognare! Io insegno da 31 anni, ho iniziato a 24, ho fatto esami dal 1992 e mai, dico mai, li ho considerati una farsa! Certo,non sono perfetti, ma per i ns ragazzi il momento è importante. Anche i meno motivati ce la mettono tutta! Le commissioni sono fatte sia di docenti esperti sia di docenti più giovani, che imparano molto da questa esperienza che è diversa dal semplice insegnare ma non lontana da esso. Ripeto: se chi ha scritto è un docente, non merita di stare in cattedra. Un ispettore avrebbe qualcosa da ridire su tali affermazioni.

 
15/07/2016 - Sarà pure una farsa... ma gli attori... (Franco Labella)

Lo sport nazionale è sparare su qualcuno o su qualcosa. Sono appena terminati gli esami di Stato (a me fa molta impressione che si continui a scrivere usando una dizione "esami di maturità" non più utilizzabile in Italia da quasi un ventennio) e ci tocca leggere un'intemerata dai particolari piuttosto preoccupanti. L'autore si chiede, ad esempio, quali siano i criteri di scelta dei commissari interni. Leggo che insegna (a meno che non abbia cambiato lavoro nel frattempo) in un Liceo italiano e che ha appena partecipato alla farsa. La domanda sorge spontanea: una partecipa alla farsa e manco sa come ci partecipa? Immagino che le ordinanze e le circolari siano un inutile orpello di cui Zappa fa volentieri a meno da anni. Salvo scrivere un articolo in cui poi lamenta l'arbitrarietà dei comportamenti altrui. Siamo una strano Paese dove capita di ascoltare in tv una onorevole, Alessandra Moretti del PD, che parlando del provvedimento sulla povertà prima dichiara che non sa precisare i tempi di applicazione perchè bisogna attendere i decreti attuativi ed un secondo dopo se ne esce con la stupefacente (in tutti i sensi) affermazione che con la riforma costituzionale Boschi-Renzi tutto questo non sarebbe accaduto... I campi di rieducazione servirebbero, i campi di rieducazione dove invece che zappare la terra (che pure non sarebbe una inutile attività) si studia l'abc delle regole. "Non conosciamo nemmeno l'abc del rito ..." scrive Zappa. Appunto. Il problema è quello.