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SCUOLA/ Concorso, la cattiva selezione che piace al Corriere della Sera

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Docenti in piazza (LaPresse)  Docenti in piazza (LaPresse)

Insomma: la prova è tutta schiacciata sulla dimensione cognitiva e mnemonica. E quindi non è in grado di scegliere chi è capace di insegnare. Sceglie chi ha buona memoria. Se le competenze unanimemente riconosciute come competenze-chiave per essere un buon docente sono cinque — possedere la disciplina, essere capace della sua mediazione didattica, sapersi relazionare con i ragazzi, saper costruire comunità educante con i colleghi, avere rapporti con la realtà civile circostante — il concorso accerta solo la prima, qualcosa vagamente della seconda (perché una lezione senza i ragazzi davanti si riduce a un soliloquio!), nulla delle altre!
Quanto alla prima, la laurea e i master non bastano?! In ogni ambito lavorativo, l'assunzione del personale avviene per colloqui diretti e per vaglio di esperienze di lavoro precedenti. E l'assunzione la fa chi porta la responsabilità dei risultati. E, conseguentemente, dà anche la valutazione, valorizza i migliori e licenzia, se necessario, i peggiori.
Invece, nell'attuale meccanismo burocratico, il modello di assunzione è quello dell'esercito napoleonico e prussiano, trasferito nella pubblica amministrazione. Con questo meccanismo i rischi di "selezione avversa", cioè di scegliere docenti inadeguati, sono altissimi. Una volta assunti, restano per sempre. E se fanno danni, sarà per sempre. E nessuno ne risponde. Eppure la retorica pubblica e la pubblicistica sostengono che la scuola è la prima industria del Paese, che l'economia della conoscenza è ciò che decide del futuro dei giovani e del Paese. In realtà, pare, la scuola resta un pezzo irriformabile della pubblica amministrazione irriformabile.



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COMMENTI
19/07/2016 - Asoolutamente d'accordo (Franco Labella)

Aggiungo, caro Cominelli, mai fidarsi dei renziani tout court. Sono peggio dell'originale...

 
18/07/2016 - Non fidarsi è meglio! (GIOVANNI COMINELLI)

Caro Labella, mai fidarsi dei renziani "critici"! Sono infidi...

 
18/07/2016 - La conclusione è sbagliata (Franco Labella)

La chiamata diretta è, oltre che incostituzionale, anche foriera di conseguenze negative. Perché la scuola, almeno quella pubblica statale, non può essere di parte. Altrimenti si snatura e diventa altro da quello che ha disegnato la nostra Costituzione. Insomma se nella prima pagina Cominelli fa l'antirenziano, la sua conclusione rischia di tradursi in un appoggio globale alla linea filogovernativa. Dopo Zanetti, Cominelli al governo? E' una battuta.... ma non tanto.

 
18/07/2016 - La premessa era buona... (Franco Labella)

Stavo quasi segnalando un evento, almeno per me: un articolo di Cominelli condivisibile. Ahimè l'illusione è durata per tutta la prima pagina. La premessa era buona: smontare l'ennesima presa di posizione filogovernativa basata su "analisi" non suffragata dai fatti. Chi segue i siti che si occupano di scuola quotidie legge di fosche nubi che si addensano sulla gestione di questo concorso. Ma evidentemente Di Vico no. Altro che prussiana precisione, è il solito "facite ammuina" a cui il fiorentino ci ha abituato. Immaginavo che smontare la posizione filorenziana del "tutto bene madama la Marchesa" fosse la premessa per una valutazione complessiva della politica scolastica degli ultimi due anni. Ahimè invece serviva a concludere con una indimostrata teoria e cioè quella che scegliendo con criteri similprivatistici non l'ingegnere o il biologo destinato al ciclo produttivo ma i docenti destinati al mondo dell'educazione, la scelta avverrebbe privilegiando i migliori. E perchè mai? Questo in uno con la indimostrata teoria che oggi, invece, si scelgono i peggiori. Immagino che Cominelli sia stato a suo tempo docente per vituperato concorso e non ope legis. Si sarà riconosciuto nei peggiori e ha abbandonato perciò anzitempo il mondo della scuola? Ma la risposta ce l'ha solo lui... Non commento poi la solita e ripetuta fola del "docente forever". Ogni tanto bisognerebbe anche aggiornare il repertorio altrimenti il commento sarà "Cosa suoniamo? Maestro, la solita..."