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SCUOLA/ Morgano (Fism): 0-6 anni, i bambini "chiedono" un pluralismo vero

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Da sempre il fondamento delle scuole Fism è il primato del bambino. Un primato al quale tutte le altre legittime esigenze di genitori, insegnanti e società civile sono subordinate. Il che significa che la scuola è organizzata con il bambino, per il bambino, secondo il bambino, a misura di bambino affinché realizzi pienamente l'umanità che gli è propria attraverso un'educazione integrale. Questo non solo è il valore aggiunto, ma il criterio di scelta sul quale le singole scuole definiscono il progetto educativo e formativo. Alla Fism sono iscritte più di 100 scuole che hanno alle spalle una storia con più di 150 anni di attività, cioè sono nate prima dell'Unità d'Italia, e molte altre hanno già raggiunto un secolo di servizio ininterrotto.

Parliamo anche di Europa, visto che lei è un europarlamentare. Perché in Europa non esiste l'ostilità storica che si riscontra in Italia per la scuola non statale?
Al di là delle leggi e di tutti i buoni propositi rimane sullo sfondo della storia italiana un problema di natura culturale, che per certi versi ha dell'incredibile. La scuola è l'unico settore del nostro Paese nel quale viene messa in dubbio la bontà della compartecipazione tra gestione statale, e degli Enti locali, con il privato sociale, che come noto è senza fini di lucro. È riconosciuta nella sanità, nei trasporti, nei servizi, nell'assistenza, ma per la scuola permane un muro. Muro antistorico, passatista, di natura ideologica, oggi "giustificato" soprattutto con la scarsità di risorse. Una scarsità che sussiste solo per le scuole paritarie, perché se queste chiudono e vengono statalizzate per incanto i fondi a copertura diventano immediatamente disponibili. È tutto ciò avviene nonostante, oggi, siano vigenti le leggi 62/2000 e 107/2015.

Tenuto conto della velocità di cambiamento che investe anche i processi educativi dell'infanzia e l'abilità dei bambini a muoversi nel mondo della tecnologia e dell'informatica, quale è il valore strategico dei processi educativi della scuola dell'infanzia paritaria?
È indubbiamente vero che i bambini giungono nella scuola dell'infanzia fortemente sollecitati anche dall'utilizzo delle tecnologie digitali ma molto meno "esperti" a livello relazionale. Compito della scuola dell'infanzia, oggi, in collaborazione con le famiglie, è aiutarli soprattutto in questo versante attraverso un processo educativo che dia avvio alla capacità di essere, vivere e stare in relazione con altri. Nell'educazione del bambino, l'esperienza nella scuola dell'infanzia assume un significato particolare in ordine all'interiorizzazione di valori, all'orientamento di vita, alla formazione della coscienza.

Vorrei che facesse un cenno alla disabilità.



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