BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TEST UNIVERSITARI/ I quiz con una “fregatura” per gli studenti

Pubblicazione:

Lapresse  Lapresse

La stessa incongruenza è venuta a galla a proposito del concorso a cattedre. Per poter accedere era necessario il titolo di abilitazione, che i futuri prof avevano acquisito con il Tfa, il Pas, o addirittura con le vecchie Ssis. In quell'occasione avevano superato prove di ogni genere, contenutistiche, metodologiche, multidisciplinari. Ora il concorso ha riprodotto lo stesso meccanismo, ma in pillole. Un assurdo voluto dalle demoniache burocrazie ministeriali, che fanno e disfano a piacimento, con un ministro che nemmeno si accorge cosa accade nella porta accanto, o forse dice in un modo e agisce in un altro. 

In questa bolgia infernale, a rimetterci sono gli studenti che vedono affidato il proprio destino a quiz spersonalizzati, che servono solo a selezionare, ma non a permettere l'accesso a chi ha motivazioni e intende essere formato. Un noto professore, ordinario di cattedra, semplificando, ha ribadito che i test di ingresso a medicina, selezionano soltanto un range di futuri medici, quelli particolarmente dotati di capacità culturale. Sono però esclusi tutti quei giovani, motivati, intuitivi, dotati di un sapere pratico e che potrebbero dedicare la vita alla professione intesa come una disciplina che cura, che mette a tema i pazienti e non che conosce a menadito manuali e tecniche. 

Per tornare poi alla formazione dei futuri docenti, in questo ballare di prove, una cosa è stata completamente dimenticata: l'educazione. Sì, il concorso a quiz, cosi asettico, esclude totalmente la possibilità di valutare le abilità educative. Se un docente abilitato deve dimostrare la capacità di stare in classe, non lo si può sottoporre ad altre prove teoriche, ma lo si deve mettere al lavoro tra gli studenti, misurato e accompagnato da tutor che ne valutino le reali capacità didattiche e umane. In questo modo la docenza ritornerebbe a essere l'arte del far crescere, più vicina ai valori umani come certa pratica medica, più che uno zibaldone di teorie pedagogo-didattiche che hanno la pretesa di essere esatte, ma che alla prova dei fatti di ogni aula scolastica si rivelano solo delle banali e spesso datate interpretazioni. 

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.