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CONCORSO SCUOLA/ Traditi tutti gli obiettivi, la strada era un'altra

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Stefania Giannini (Lapresse)  Stefania Giannini (Lapresse)

CONCORSO SCUOLA. Nel febbraio 2016 è partita forse la più grande partita della Buona Scuola: il concorso nazionale per esami e titoli per circa 60.000 posti. Con riferimento a quanto previsto dal comma 110 della legge 107/2015 al concorso, per ciascuna classe di concorso o tipologia  di  posto potevano accedere esclusivamente i candidati in possesso  del relativo titolo di abilitazione all'insegnamento e, per i posti di sostegno i candidati in  possesso del relativo titolo di specializzazione. Non è andata proprio così! I giudici amministrativi hanno ammesso alle prove in via cautelare diversi candidati non abilitati in possesso del semplice titolo di laurea. Addirittura il Tar del Lazio ha fatto una scelta inconsueta affermando che saranno tutelati gli interessi dei ricorrenti, anche con soluzioni alternative all'ammissione con riserva e rimandando a eventuali sessioni aggiuntive per coloro che otterranno "decisione giudiziale di merito favorevole".

Certo, la strada è ancora molto lunga: anche in caso di superamento degli esami, l'iscrizione con riserva nelle graduatorie dei vincitori dovrà passare sempre da un giudizio nel merito, dove le chance di successo sono difficili da pronosticare. Per il ministero, che aveva puntato tutto sulla difesa del bando dai ricorsi e sulla tutela del titolo abilitante e che aveva assicurato che i non abilitati non si sarebbero neppure seduti al banco delle prove, si tratta comunque di una sconfitta.

Diffuse sono state le difficoltà nella costituzione delle commissioni di esame cui si sono aggiunte una sfilza di rinunce dei commissari. Per tutti: le dimissioni in toto della commissione della classe di concorso A31 della Toscana e in Veneto l'ennesima (settima?) modifica della commissione per la primaria. Certamente qualcosa non va! Intanto il Miur il 14 luglio ha  modificato al ribasso i requisiti per la nomina dei presidenti, dei commissari e dei componenti aggregati, "in caso di mancanza di aspiranti". Le prove scritte sono state effettuate per ogni classe di concorso contemporaneamente su tutto il territorio nazionale, svolgendo la stessa traccia con la medesima modalità (computer based). Il lavoro delle commissioni è stato ricondotto in una procedura centralizzata gestita dalla piattaforma informatica Cineca. La correzione delle prove scritte è avvenuta sulla base di quattro criteri proposti a livello nazionale (pertinenza, correttezza linguistica, completezza e originalità). Ogni Commissione tuttavia ha potuto integrare o modificare tali criteri motivando le ragioni dei cambiamenti apportati ed inoltre hanno definito i criteri specifici e le griglie di valutazione. 

Gli esiti delle prove scritte (finora) sono stati a dir poco un disastro: altissime percentuali di candidati, di diverse regioni e diverse classi di concorso, che non sono stati ammessi alla prova orale. In particolare sembra che i risultati peggiori si stiano ottenendo per il sostegno. Tanto che sulla questione sono intervenuti personalità di rilievo come Dario Ianes e Luigi D'Alonzo, ma anche il Coordinamento Specializzati Sostegno e l'Associazione Coordinamento Nazionale Tfa che hanno espresso la loro incredulità e la loro profonda amarezza.



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