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SCUOLA/ La valutazione che vale più di un bonus per gli insegnanti

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Anche i ragazzi hanno un ruolo in tale processo, perché a loro è richiesto di compilare, al termine dell'anno, un questionario/intervista su ciascuna delle classi [materie] frequentate, in modo da contribuire al percorso valutativo di ciascun docente, e della scuola nel suo complesso.

In sintesi si tratta del tentativo, da parte del sistema-scuola, di non rimanere statico, ma di migliorarsi continuamente, di confrontarsi in modo dinamico con esiti e standard quantitativi e qualitativi e di invitare i docenti, e l'istituto nel suo complesso, a una continua implementazione. A tema non ci sono innanzitutto incentivi economici, che pure possono essere previsti in un mercato del lavoro completamente liberalizzato come quello statunitense, ma professional development, ossia l''incremento' della professionalità del docente (e del dirigente), fattore unanimemente considerato necessario e irrinunciabile.

Capitolo a parte sarebbe da dedicare ai docenti neoassunti che, oltre a seguire il percorso valutativo tradizionale, vengono affidati a un tutor che mensilmente ne valuta le lezioni, offre suggerimenti, spunti e correzioni, invita l'insegnante ad assistere alle classi dei suoi colleghi.

È sufficiente un sistema di valutazione regolare e strutturato per risolvere i problemi della scuola? Certamente no. Ma si tratta della possibilità, innanzitutto per l'insegnante, di re-inventare e re-imparare continuamente la propria professione, a partire dalle sfide che il presente sempre nuovo pone, e dal contributo che colleghi e dirigenti possono offrire alla sua crescita.

@luca_tizzano



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COMMENTI
30/07/2016 - Valutazione “friendly” non fiscale o punitiva (Vincenzo Pascuzzi)

VALUTAZIONE FRIENDLY. “A tema non ci sono innanzitutto incentivi economici, ma professional development, ossia l''incremento' della professionalità del docente (e del dirigente), fattore unanimemente considerato necessario e irrinunciabile”. Si tratta perciò di una valutazione amichevole, utile e gradita al valutato. Una valutazione cioè non fiscale, intimidatoria o punitiva, non per fare graduatorie buoni/cattivi, di (finto) merito e poi assegnare bonus-elemosina in alternativa ai rinnovi di contratti - bloccati da 7 anni - e alle “retribuzioni proporzionate alla quantità e qualità del suo lavoro” (art. 36, Cost.) . Sia per i docenti, gli ata, i presidi: sia chiaro! GAINESVILLE. Luca Tizzano scrive dalla Florida e non indica le fonti utilizzate. ALTRI AUTORI. Sull’argomento “valutazione scuole in Usa” hanno scritto più estesamente altri autori: Pino Patroncini, Norberto Bottani, Filomena Fuduli Sorrentino, Barbara Bertoncin, Valentina Pasquali, sia detto senza voler sminuire la testimonianza di Luca Tizzano.