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SCUOLA/ Valutare i dirigenti scolastici? "Misurare" i risultati non basta più

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Occorrerà evitare dimensioni valutative del dirigente esclusivamente tarate su risultati, su apprezzamenti dell'utenza e su pure capacità tecniche — con il rischio di generare, nel tempo, un'immagine di dirigenza con esclusive caratteristiche di managerialità gestionale — e considerare anche aspetti legati alle capacità relazionali e motivazionali ed all'attitudine al perseguimento di aspetti valoriali, altrettanto necessarie. Il modello di valutazione, nello spirito della legge 107/2015 che prospetta una scuola come comunità di apprendimento aperta al rapporto con il territorio, deve, inoltre, tener conto anche del livello di coinvolgimento e della qualità dei rapporti di collaborazione che i soggetti istituzionali, territoriali e privati sono capaci di offrire al preside.

 

E' corretto rimettere esclusivamente al ds tutta la responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi e su questo valutarne l'operato?
Non è coerente valutare i dirigenti dimenticando la complessità delle scuole e trascurando la valutazione anche delle altre componenti — docenti e personale amministrativo —, che è altrettanto urgente avviare. La valutazione del dirigente attuata senza quella dell'intero personale scolastico, oltre a non quotare la situazione reale della scuola, può rappresentare una discriminazione verso i dirigenti stessi, identificati unici responsabili dei risultati di azioni e processi esito di scelte e dinamiche anche di altri attori. E potrebbe ridurre nei fatti la procedura ad una formalità, finalizzata esclusivamente all'accesso al salario di risultato.   

 

Lei dice "valutazione del dirigente attuata senza quella dell'intero personale scolastico". Eppure, quella dei docenti è avviata, cioè il bonus merito. Non è così?
Il bonus è stato introdotto per incentivare i docenti che si sono distinti per la loro capacità di innovare la didattica, di potenziare le competenze degli studenti, per il contributo dato al miglioramento della comunità scolastica. E riguarda solo i docenti di ruolo. Nulla a che vedere con sistema di valutazione che coinvolga, invece, tutti gli operatori scolastici per poter rilevare i fattori che influiscono sulla qualità, accompagnato da un moderno servizio ispettivo, per un controllo più puntuale del funzionamento e dei risultati delle scuole.

 

E' previsto un periodo di sperimentazione?
La direttiva prevede l'istituzione di un Osservatorio con decreto del ministro. Auspico che in esso siano coinvolte anche le associazioni professionali dei dirigenti scolastici che sapranno segnalare le criticità e le potenzialità del nuovo sistema valutativo.

 

In conclusione?
Questo anno di Buona Scuola è stato molto faticoso per i presidi, appesantito da nuove incombenze e responsabilità e senza alcun aiuto sistemico da parte dell'amministrazione ministeriale, ed il prossimo anno si prospetta ancora più impegnativo. Con l'aggiunta di obiettivi di risultato su cui essere valutati, senza potere, tuttavia, né scegliere il personale che si dirige, né prevederne la valutazione, né disporre di risorse economiche di investimento adeguate. Ed in tante situazioni neanche sempre sostenuti da un contesto territoriale e da collaborazione degli enti locali. 

 

La sua è quindi una bocciatura?



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