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SCUOLA/ Flannery O'Connor e il "granello di stupidità" che manca

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La nebuolosa del Cavallo (Foto dal web)  La nebuolosa del Cavallo (Foto dal web)

Ma la stessa esperienza di sorpresa del nesso tra sé e ciò che si studia è emersa anche nell'esame di una ragazza più modesta negli esiti, con difficoltà di apprendimento certificate. All'esame ha presentato il lavoro effettuato durante l'anno con la sua docente di sostegno di lettura e comprensione dell'Odissea di Omero. Il testo era stato ricostruito a partire da domande poste dall'insegnante, volte a far emergere i significati dei vari episodi e a contestualizzarli nel racconto. La ragazza ha raccontato alla commissione d'esame come le vicende di Ulisse l'avessero aiutata a scoprire la sua dignità e un modo di considerare i rapporti affettivi più puro e vero di quello a cui si stava abituando.
Contemplando il mare mi ritorna in mente anche l'uscita didattica effettuata in maggio con le seconde medie in Liguria, intitolata "Momenti della giornata occasioni della vita". Due giorni dedicati all'osservazione del mare in diverse ore del giorno, dal tramonto alla notte, all'alba e a mezzogiorno. Aiutati dalle poesie di grandi poeti quali Foscolo, Leopardi, Montale, Luzi, Caproni, i ragazzi contemplavano i colori, le linee, i movimenti del mare appuntandoli con parole, metafore, versi, schizzi e disegni su un taccuino che via via si arricchiva di esperienze. Sorprendenti i commenti al ritorno: "Per tutto l'anno abbiamo parlato del mare dicendo che è impetuoso, cupo, terribile… non negando, però, la sua infinita e assurda bellezza. Ma una volta arrivati a Varigotti e subito dopo a Pietra Ligure, ho visto un mare diverso, il mare che ho conosciuto io, quel mare che ho sempre considerato come casa mia e a cui sono legati i miei ricordi più belli e profondi. Il mare è come un confessionale dove posso pensare in pace, senza che qualcuno mi dica cosa fare. A volte mi rimbomba nella testa il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e mi ricordo di quella grande distesa salata che è capace di rapire il cuore di ogni uomo" (Anna).
"Ho visto l'orizzonte moltissime volte, ma questa mi è sembrata la prima. Ci siamo detti che la luce della sera racconta e custodisce i ricordi. La cosa più bella che ho scoperto è che la sera racconta e custodisce anche i miei ricordi" (Sofia).
"Quest'anno il mare è stato per me un compagno di viaggio. Essendo immutabile, non credo che lui sapesse che ero lì a guardarlo, ma grazie a lui ho imparato ad osservare attentamente le cose, con quel 'granello di stupidità' che ci permette di scoprire anche ciò che non si vede" (Irene).



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