BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Se le leggi sono nemiche dei limoni

Pubblicazione:

Eugenio Montale (1896-1981) (Foto dal web)  Eugenio Montale (1896-1981) (Foto dal web)

Riassumendo (oh mamma, il vizio della professoressa mi è rimasto): la poesia è innanzitutto fedeltà alle cose, nasce dallo stupore, dalla fedeltà al loro respiro, dall'accoglienza del loro silenzio e fiorisce nella cura del loro stesso destino. E successivamente, così come l'ha ricevuta, la poesia ridona nella parola quella vita che ha custodito. Se il punto di avvio della poesia è la realtà come dono, il suo termine ultimo è l'offerta: lo sguardo che è stato in grado di accogliere nella fedeltà diventa offerta nella voce.
Ecco forse andrebbe gridato ai quattro venti, spiegato anche a quel responsabile dei concorsi che il professore, né più né meno di un poeta, fa questo mestiere: ha ricevuto un dono, una realtà misteriosa davanti alla quale non può che essere pieno di gratitudine e stupore, una realtà che custodisce dentro una cura e che nella cura restituisce a sua volta offrendola a chi incontra sul suo cammino: se si dimentica di questo, di essere colui che può introdurre alla realtà, non sarà mai un professore. E la scuola non sarà mai una scuola.  
Lo so: metafore e similitudini, mi dirai, altro che parole chiare e oneste! Ma quanta rivoluzione, quanta libertà, quanta autonomia, quanta inclusività, quanto futuro c'è dentro questo programma? C'è qualcosa che, nelle leggi attuali, consenta di fare questo? Se non c'è, bisogna avere il coraggio di ricominciare. Come dici tu nel tuo articolo magari ascoltando i poeti. E qualche vecchia professoressa che adesso torna nella nuvola azzurra da cui mi hai evocato. Che, forse, chissà, era davvero un amore. E voi l'avevate capito.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.