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SCUOLA/ Letteratura, 40 anni di antologie che hanno ucciso la vita

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Nemmeno a farlo apposta, la tematica del canone letterario proposto agli studenti dalla scuola italiana è esplosa nella violenta polemica che di recente ha diviso i critici sull'ipotesi avanzata da Claudio Giunta, autore dell'antologia scolastica Cuori intelligenti (Garzanti Scuola 2016), di ridimensionare lo studio di Dante, e in generale dei classici, per lasciare spazio agli autori contemporanei più vicini alla sensibilità degli alunni. Alle provocazioni di Giunta, il cui parere è che gli adolescenti vadano conquistati all'arte e alla letteratura emotivamente, tramite una "rieducazione sentimentale" che predilige l'attualità all'antichità (vexata quaestio!) risponde piccato Luperini: "In Giunta c'è un eccesso di superbia e di snobismo culturale". Eppure anche Giunta in un certo senso ha le sue ragioni: le antologie scolastiche, ha detto in varie occasioni, finiscono spesso per sostituire i discorsi sui testi (o sui contesti) ai testi, e le etichette ai contenuti che quelle etichette vorrebbero classificare.
Chi ha ragione? Torniamo alla domanda iniziale: per fare un'antologia che interessi bisogna uccidere i padri, Dante o Manzoni, per introdurre i più emozionanti Busi, Siti e, perché no, Fantozzi? Oppure il problema è del soggetto, l'insegnante o l'alunno che legge, e del suo rapporto immediato con un altro soggetto, che è il testo?
Ripensando ad un vecchio arnese antologico come Americana di Elio Vittorini (1942), che con la scuola in realtà c'entrava ben poco ma che resta un modello di collezione di testi perché costituito di soli racconti d'autore americani senza commento, senza analisi del testo, senza eccessive superfetazioni didascaliche, non si è forse indotti alla fine a pensare che dell'antologia scolastica si possa fare a meno e che il suo peso nello zaino possa essere sostituito nel corso degli studi superiori dalla lettura integrale di quelle dieci, quindici opere di valore universale che mobilitano non appena l'emotività, ma tutta la capacità interpretativa e dialogica di insegnanti e studenti? Anche questa soluzione può forse apparire come una vexata quaestio, ma perché non provarci?



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COMMENTI
29/08/2016 - un commento in sintesi della proposta finale... (Sergio Palazzi)

...magari!