BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Indagare la tecnologia per capire il mistero delle cose (e dell'uomo)

Pubblicazione:

Martin Heidegger (1889-1976) (Foto dal web)  Martin Heidegger (1889-1976) (Foto dal web)

Cosa accomuna i moderni mezzi di informazione, quelli di trasporto, la maggior parte degli utensili domestici e quelli del mondo del lavoro, gli strumenti dello studio e della ricerca scientifica, della medicina e della produzione artistica, le armi stesse? La risposta è semplice: la tecnologia. La tecnologia è dappertutto, è l'ambiente nel quale viviamo. 

La tecnologia appare come la dimensione a cui tutti oggi concediamo la nostra maggiore attenzione e affidiamo in maniera esplicita o latente le nostre speranze. Essa, infatti, in virtù della sua efficacia e del suo rendimento, realizza i sogni e i desideri dell'uomo di andare oltre ai propri limiti naturali, ai limiti dello spazio e del tempo. Essa rende più efficaci gli strumenti con cui l'uomo sperimenta sempre nuove possibilità d'azione ed attua il suo potere di abitare e modificare il mondo.

Come ha affermato nel 1930 Ernst Cassirer, "se si desume il criterio per stabilire il significato dei singoli ambiti parziali della cultura umana anzitutto dalla loro efficacia reale, se si determina il valore di questi ambiti secondo l'entità del loro rendimento immediato, non si può dubitare che la tecnica, misurata con questo criterio, occupi un posto di prim'ordine nell'impianto della nostra cultura attuale. Sia che si biasimi o si lodi, che si celebri o si condanni questo «primato della tecnica», la sua semplice realtà sembra incontestabile".

Anche le stesse parole innovazione e progresso oggi sono usate e immediatamente tradotte nel senso innovazione tecnologica, ed è normale che sia così.

Ma che cos'è la tecnologia? Che rilevanza ha assunto nei nostri modi di vivere e di pensarci? Che rapporto ha con la natura e la vita degli esseri viventi? Che rapporto si stabilisce tra sapere e saper fare, tra cultura e tecnica?

Non c'è argomento più sfidante oggi per la filosofia — e per chi si occupa di formazione ed educazione — della tecnologia. Perciò la tecnologia, per essere compresa, pensata e interrogata, sarà al centro della prossima edizione del Concorso nazionale di filosofia per le superiori Romanae Disputationes 2016/17 sul tema: "Logos e techne. Tecnologia e filosofia". 

Sappiamo tutti che tecnica e tecnologia non sono sinonimi. Tecnica, dal greco téchne, è intesa come l'insieme delle conoscenze e degli strumenti, come esercizio di attività manuali o intellettuali, cioè un saper fare. Tecnologia è l'applicazione tecnica delle scienze e indica il rapporto di reciprocità che si instaura tra scienza e tecnica. 

La capacità tecnica, che per gli antichi aveva lo scopo di aiutare la natura a svilupparsi al meglio (ad esempio nella medicina e nell'agricoltura), nell'età moderna, almeno da Francis Bacon in avanti, si è posta come conoscenza in vista della plasmazione e della trasformazione della natura a vantaggio dell'uomo: "La scienza e la potenza umana coincidono poiché l'ignoranza della causa impedisce la produzione dell'effetto. La natura infatti, non si vince se non obbedendole; e ciò che nella teoria ha valore di causa, nell'operare ha valore di regola".  



  PAG. SUCC. >