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SCUOLA/ Welfare aziendale e rette scolastiche, una bella occasione per le paritarie

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Con tale modifica sono stati ampliati considerevolmente i servizi educativi e scolastici (prima limitati a "asili nido", "colonie climatiche" e "borse di studio") che possono rientrare  nel Wa.

L'art. 51 comma 2 lettera f bis del Tuir riguarda anche le "somme" (non solo opere, servizi e prestazioni) rimborsabili ai lavoratori per i costi dei servizi educativi e scolastici fruiti dai figli. Tra le somme rimborsabili attraverso i piani di Wa rientrano evidentemente anche le rette scolastiche corrisposte dalle famiglie per la frequenza delle scuole paritarie, dall'infanzia alla secondaria superiore.

Anche in presenza di piani di Wa adottati dal datore di lavoro "volontariamente" (cioè senza  accordo con le organizzazioni sindacali) per tale tipologia di rimborsi non vige comunque il tetto alla deducibilità del 5 per mille delle spese di personale (come risulta dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n.28/E del 15/6/2016 che conferma il tetto solo relativamente agli interventi di cui alla lettera f) dell'art. 51c. 2 Tuir).

Tutte le aziende, grandi e piccole, possono quindi adottare piani di Wa e prevedere, tra le altre misure, il rimborso delle rette scolastiche.

Dal Wa può quindi arrivare un sostegno concreto alle famiglie e alla libertà di scelta della scuola (sostegno che la politica ed il welfare "primario" stentano a dare).

Vale la pena perciò, da parte delle scuole paritarie e dei genitori degli alunni, impegnarsi a sensibilizzare le aziende del territorio affinché adottino piani di Wa attenti ai bisogni educativi. 



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COMMENTI
04/08/2016 - commento (francesco taddei)

finchè non avremo costi standard e completa parità economica, con abolizione di rette, resteranno roba da ricchi.