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CHIAMATA DIRETTA DOCENTI/ Il paradosso di un cv che non serve a nulla

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Ma le vesti vanno stracciate, perché l'elenco delle competenze è l'elenco del fare, e non dell'essere, che ben si sposa con il Ptof e il Rav di una scuola, perché descrive la figura professionale del docente secondo la stessa logica. Ma un collega, chi vuole accanto? Un dirigente scolastico, che collaboratore cerca? Uno studente, che prof ha in mente? I genitori, che docente vogliono? Forse tutti potrebbero gradire le soft skills, quali ad es. autonomia, fiducia, flessibilità, capacità di pianificazione ed organizzazione, team work, ed altre skills di natura pedagogica, che hanno a che fare con l'interferenza continua fra adulto e giovane/giovani per cinque ore in ambiti non ancora virtuali, ma reali.

Tuttavia nel modello di cv predisposto, sempre  a titolo di "suggerimento", dal Miur, non esiste una area "profiling". Cosa del tutto incongruente con la "rivoluzione" annunciata, visto che qualsiasi cv per una azienda prevede il profiling del candidato, che comprenderebbe non solo le experiences e skills, ma anche le ambizioni, i desideri, le aspirazioni del candidato. Per tutto questo, che mi risulta essere fattore essenziale nella scelta del candidato migliore per il posto migliore, rimane la sola mail di candidatura, che i dirigenti scolastici dovranno leggere, assieme al cv, verificando la congruenza con il Ptof e sapendo anche motivare la scelta. Il tutto, mediamente in una quindicina di giorni (scarsi). La rivoluzione? Ancora al jeu de paume. Le ferie per i ds? A Natale.



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COMMENTI
05/08/2016 - Tanta fuffa... (Franco Labella)

Che scrivere quando un articolo scritto da una collega, certamente non arruolabile tra i gufi antirenziani (giudizio badato sugli articoli precedenti aventi per tema la L. 107), smonta praticamente tutto della c.d. "chiamata diretta"? Che, ancora una volta, quando i nodi vengono al pettine nei suoi denti non resta che la fuffa. Tanta fuffa. L'unico problema, non di scarso peso e conto,è che la fuffa cozza contro le vite delle persone e, soprattutto, contro i danni arrecati ad intere generazioni di studenti. I bilanci, come nel caso del riordino Gelmini, si fanno ovviamente a posteriori, quando i danni sono stati prodotti e, soprattutto, quando a pagare politicamente non ci sono più i responsabili. Magari con Renzi e Gelmini (ops Giannini rectius) si può provare a fare i conti prima. Ad ottobre o novembre magari. Magra consolazione, certamente, ma almeno stavolta si può non attendere le sentenze della Consulta.