BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Docenti, le colpe del Miur dietro lo tsunami in arrivo

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

LaPresse  LaPresse

L'annunciato tsunami che si abbatterà sulla scuola nelle prossime settimane si è alzato ancora prima dell'inizio della composizione degli organici del prossimo anno scolastico da parte degli Uffici scolastici regionali.
Tra tutti i prevedibili problemi in arrivo, era altrettanto prevedibile che l'evento detonatore sarebbe stato il solito tema del trasferimento degli insegnanti dal Sud al Nord; esso ha da sempre accompagnato tutte le mobilità periodiche che hanno segnato l'aggiornamento delle graduatorie provinciali.
Ogni volta, il dibattito è sempre stato deviato dalla retorica pietista degli insegnanti che hanno inseguito una supplenza, anche lontano da casa, pur di garantirsi la continuità lavorativa. L'analisi delle ragioni del mismatch tra domanda ed offerta di lavoro nella scuola e l'incapacità ministeriale di gestirla sono sempre rimaste sullo sfondo, perché dopotutto non è mai interessato a nessuno capirle veramente.
Questa volta però dovrebbe andare diversamente e dovrebbe essere diverso anche l'approccio della stampa, che tende sempre ad ammantare di pietismo le lamentele degli insegnanti ed ad assecondarne il bisogno di consolazione, il quale mira solo a creare quella carica e pressione emotiva per ottenere la deroga dell'ultim'ora.
Tutti quelli che hanno già iniziato a scendere in piazza sotto le insegne della già collaudata accusa di "deportazione" sapevano già che avrebbero dovuto trasferirsi nel prossimo anno scolastico. Proprio questi insegnanti hanno sempre saputo di aver accettato lo "scambio" tra l'immissione in ruolo e il loro trasferimento e sapevano che questo trasferimento sarebbe avvenuto proprio quest'anno.
Semmai è stato assurdo consentire loro di rimanere supplenti nell'anno scolastico appena concluso, costringendo così le scuole a chiamare in cattedra decine di migliaia di altri supplenti al loro posto. Così come è stato altrettanto assurdo aver previsto di far seguire all'imponente piano di assunzioni della cosiddetta Buona Scuola la più incredibile mobilità straordinaria, che impedirà ogni remota ipotesi di continuità didattica per un numero incredibile di studenti. Oltreché in deroga rispetto agli ordinari tempi previsti, questa mobilità è stata congegnata in modo così perverso da determinare un'ulteriore segmentazione degli insegnanti in base alla loro anzianità di immissione in ruolo. Infatti, grazie anche ad una trattativa sindacale al ribasso, questa mobilità consentirà agli insegnanti assunti in ruolo entro l'anno scolastico 2014/2015 di evitare di finire nei nuovi ambiti territoriali e soprattutto di sottrarsi alla famigerata chiamata diretta.
Per queste ragioni, sbaglia il Miur a ribattere all'accusa di deportazione con l'argomento che a fronte di tanti insegnanti che dovranno trasferirsi da Sud a Nord, ci saranno molti altri che seguiranno la direzione ostinata e contraria dal Nord al Sud, dopo anni di servizio fuori sede (di nascita, residenza, domicilio?). In questo modo, i vertici del Miur non aiutano a spiegare la mancata corrispondenza tra domanda ed offerta di lavoro nella scuola e diventano complici colpevoli di coloro che vogliono far credere che il problema della nostra scuola sia la possibilità degli insegnanti di trovare lavoro sotto casa.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
09/08/2016 - Trasferimento al Nord (Giuseppe Fortini)

sarebbe possibile avere una semplice tabella con quattro colonne? 1 - regione di residenza (o di nascita, fa lo stesso; basta fare l'elenco in ordine di codice fiscale delle buste paga del Ministero); 2 - numero di Insegnanti di ruolo + precari della regione; 3 - numero di studenti (elementari, medie, superiori - e scusate la terminilogia obsoleta); 4 - numero di studenti per insegnante. Così smetteremmo di parlare di "emozioni", "buonismo", "pressioni emotive dell'ultima ora" ecc. e parleremmo di fatti. Grazie. Giuseppe