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SCUOLA/ Un prof: presidente Renzi, perché i numeri valgono più degli studenti?

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Egregio Presidente del Consiglio,
so che il problema che le pongo è piccola cosa rispetto a quelli che lei ha da affrontare in questi difficili tempi, come so che oggi vi sono cose molto più gravi che la soppressione di una classe al Liceo scientifico dell'IIS Bachelet di Abbiategrasso. Ma mi rivolgo ugualmente a lei chiedendole di intervenire, così che non venga soppressa una classe terza nel passaggio alla quarta (perché, precisamente, dalle quattro attuali terze si dovranno formare tre quarte) così che ragazzi e ragazze che da tre anni sono e studiano insieme l'anno prossimo non siano costretti a dividersi e a ricominciare da capo.
Mi rivolgo a lei per due motivi.
Il primo è che l'amministrazione scolastica non ha, di fatto, ascoltato le nostre osservazioni critiche e non ci ha dato risposte di merito, se non lo scontato "è questione di numeri".
Una questione numerica, proprio così: manca lo 0,700 per arrivare al numero 28 con il quale avremmo potuto mantenere quattro classi quarte. Non sembra esserci nulla da fare, anche perché il dirigente scolastico ha fatto di tutto per ottenere la conservazione delle quattro classi come sarebbe ragionevole, perché non ha senso che degli studenti dopo tre anni insieme vengano divisi.
Ciò che più colpisce negativamente è che l'ufficio scolastico provinciale non ha nemmeno cercato di capire la questione, non si è premurato di sapere che danni avrebbe provocato dal punto di vista educativo, ma semplicemente ha fatto un calcolo numerico.
E' amaro doverle dire che la Buona Scuola non ha preso in considerazione chi alla Buona Scuola ha creduto e crede, è amaro dover dire che nessuno ci ha ascoltato. Qui sta il problema serio di questa fantomatica "Buona Scuola", che a chi la dirige interessa di più il funzionamento della scuola che non il destino di chi la frequenta.
Il secondo motivo per cui mi rivolgo a lei è perché credo abbia una certa sensibilità educativa e possa capire che il problema può essere risolto in maniera diversa dal taglio netto, tanto più che oggi con gli insegnanti di potenziamento si può tenere in vita qualche classe in più. Ed è per il bene degli studenti!
So che si sta facendo di tutto per lasciare andare le cose come devono andare, è il metodo della burocrazia che spesso è più forte di ogni rivoluzione, io però non mi ci adatto.
Quella fatta è un'ingiustizia: si obbligano ragazzi e ragazze in quarta a cambiare classe dopo un percorso di tre anni e lo si fa perché i numeri contano di più delle persone. Un'ingiustizia doppia. 



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COMMENTI
09/08/2016 - Beata o santa ingenuità (Franco Labella)

Non ho idea del grado di aspettative del collega Mereghetti sulla brutta scuola targata Renzi. Certo che se immagina una deroga basata su imput del fiorentino dimostra di avere una buona dose di ingenuità o quanto meno un grado smisurato di affidamento. Non vorrei che le famiglie degli studenti fossero indotte a sperare l'insperabile. La mia esperienza diretta e personale mi fa scrivere che, al netto delle chiacchiere, non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Quello di agosto 2016 come quello di agosto 2012 o 2013 senza andare troppo indietro. Il vecchio che torna o resiste con buona pace dell'ottimista Mereghetti.