BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Studenti e arte contemporanea, è ora di andare d'accordo

Pubblicazione:

Pablo Picasso, Guernica (particolare) (1937)  Pablo Picasso, Guernica (particolare) (1937)

A mio avviso ci sono due snodi essenziali che hanno impresso una direzione inequivocabile alle vicende artistiche del nostro secolo. 

Il primo riguarda il movimento Dada, legato all'eccentrica diaspora di politici, artisti e intellettuali che tra il 1916 e il 1918 riempie i locali del cabaret Voltaire di Zurigo. Come riferirà in seguito Tristan Tzara, "verso il 1916-17, la guerra sembrava che non dovesse più finire (…) Noi eravamo risolutamente contro la guerra (…) L'impazienza di vivere era grande. Il disgusto si applicava a tutte le forme di civilizzazione cosiddetta moderna, alle sue stesse basi, alla logica, al linguaggio, e la rivolta assumeva dei modi in cui il grottesco e l'assurdo superavano di gran lunga tutti i valori estetici" (intervista alla radio nazionale francese, 1950). Il ready-made o l'installazione ambientale come i fantastici Merzbau di Kurt Schwitters (stanze assemblate di oggetti appartenuti al vissutodell'artista), liberano la creatività dell'artista oltre le forme tradizionali, in opposizione al buon gusto, al senso della compostezza e ragionevolezza di quel mondo che si voleva deliberatamente contestare.

Il secondo è legato ad un anno tragico, il 1937, quando nei mesi convulsi della guerra civile spagnola Picasso dipinge Guernica, evocando il tragico bombardamento della cittadina basca e esponendo l'opera durante l'Esposizione Universale di Parigi, aperta dal mese di maggio al novembre dello stesso anno. Nel mese di luglio, a pochi giorni dall'inaugurazione della manifestazione parigina, Joseph Goebbels inaugura a Monaco di Baviera la "Mostra dell'arte degenerata", arrecando un vulnus indelebile alla libertà di espressione e di ideazione di qualsiasi artista. Da quel momento emblematico totalitarismi e avanguardie hanno sancito la loro irrimediabile estraneità. Si potrebbe persino affermare che la tutela di un atteggiamento sperimentale e rivoluzionario sarebbe diventato, anche nei decenni a venire, l'unico antidoto alla violenza inaudita dei regimi totalitari. Del resto le conseguenze di quegli eventi non si sono ancora definitivamente spente nel nostro presente e possono essere ancora verificate nelle opere e nelle recensioni critiche dei cataloghi che ne accompagnano le esposizioni.

Il corso sulle "Nuove prassi e nuovi linguaggi nell’arte contemporanea" promosso dall'associazione ToKalOn, in collaborazione con la Fondazione Zucchelli, il Malpighi La.B di Bologna e Casa Testori si offre come un'interessante opportunità per accostarsi alle vicende del XX secolo, rispettandone il variegato e complesso sviluppo. Il corso si articola in quattro videoconferenze, rivolte a docenti e studenti delle scuole medie superiori. Beatrice Buscaroli, docente dell'Accademia delle Belle Arti di Bologna presenterà "1900-'25. L'affaccio sul secolo. L'arte tra volontà e rappresentazione"; Elena Pontiggia, dell'Accademia delle Belle Arti di Brera affronterà il secondo appuntamento dal titolo "1925-'50. Il sogno della classicità. L'arte negli anni tra le due guerre"; il terzo incontro sarà tenuto da Davide Dall'Ombra dell'Università Cattolica di Milano, dal titolo "1950-'75. Tra realismo e arte concettuale. L'arte del secondo dopoguerra"; infine l'incontro di Marco Tonelli, dell'Accademia delle Belle Arti di Foggia, verterà su "1975-2016. L'arte dal postmodernismo alla contemporaneità". Per ulteriori informazioni si può prendere visione della brochure del corso.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.