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SCUOLA/ Studenti e arte contemporanea, è ora di andare d'accordo

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Pablo Picasso, Guernica (particolare) (1937)  Pablo Picasso, Guernica (particolare) (1937)

In nessun secolo, come in quello appena trascorso, si è potuto assistere al succedersi di cambiamenti in modo così radicale com'è avvenuto nel campo delle arti figurative. Non solo i temi e gli stili si sono totalmente rinnovati, ma persino il modo di intendere l'esperienza creativa e la sua fruizione sono stati completamente ridefiniti, tanto che a stento si riesce ad accomunare un'opera del XIX e una del XX secolo senza suscitare sgomento o perplessità nella maggior parte degli osservatori. La questione risulta ancor più paradossale se si considera che per molti, anche ai giorni nostri, risulta più facile identificarsi con un capolavoro del passato che non in una creazione di un artista contemporaneo. Il problema viene vissuto con un certo imbarazzo già nelle aule scolastiche, dove l'arte degli ultimi decenni viene normalmente relegata nelle ultime frettolose lezioni dell'ultimo anno scolastico, a poche settimane dagli impegni che attendono gli studenti per lo svolgimento dell'esame di stato. Si perde, così, un'occasione per potersi introdurre ad uno dei fenomeni certamente più complessi della nostra civiltà. 

Occorre innanzitutto non considerare il Novecento in modo univoco e riduttivo: in un secolo travagliato da due guerre mondiali che hanno sconvolto innanzitutto il territorio del "vecchio" Continente, bisogna distinguere tra i primi tre lustri, attraversati dalla vicenda impetuosa e sconvolgente delle Avanguardie storiche, e gli anni tra i due conflitti, caratterizzati dal "ritorno all'ordine", con la ripresa delle tecniche tradizionali della pittura e della scultura, ma con soggetti e linguaggi decisamente diversi da quelli che avevano caratterizzato gli ultimi decenni dell'Ottocento. Nella seconda metà del secolo, dopo la ripresa dell'atteggiamento avanguardistico, suggerito dalle vicende del dopoguerra, dagli anni della contestazione giovanile e dai movimenti politici rivoluzionari, si assiste ad un nuovo ripensamento in cui linguaggi e temi, si giustappongono e si sovrappongono spesso all'interno del percorso di uno stesso autore, dando vita al fenomeno della "Transavanguardia". Insomma il Novecento non è un periodo a senso unico e tendenze complesse e tra loro contraddittorie si intrecciano nella sua trama.

A ben vedere questi aspetti contrastanti possono essere colti fin dalle sue premesse: se le innovazioni tecnologiche, come l'invenzione e la diffusione della fotografia e del cinema, e le nuove scoperte scientifiche, dalla relatività di Einstein alla meccanica quantistica di Planck e Maxwell, provocano negli artisti uno sguardo rinnovato sulla realtà, caratterizzato da istantaneità, dinamismo, molteplicità dei punti di vista, d'altra parte l'apertura dell'Europa alle civiltà del continente asiatico e africano genera un'apertura inedita verso il "primitivo". La fuga verso l'altrove, l'adozione di tecniche e di comportamenti che esaltano il mito del "buon selvaggio" contro la corruzione e le disumanizzazioni della civiltà borghese, diventano un paradigma essenziale per poter comprendere gli sviluppi dell'arte contemporanea, dalle suggestioni filo-africane di Picasso ai comportamenti più anticonvenzionali degli ultimi performer. Smarriti i tradizionali punti di riferimento, alcuni artisti si sono soffermati a interrogare la propria attività artistica, trasformando le loro opere nel campo aperto delle loro domande, come emerge nell'opera straordinaria di Magritte o nelle rigorose installazioni di Kosuth. 



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