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SCUOLA/ Primo giorno, il bivio tra rassegnazione e domanda

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Questo è ciò che vibra oggi dentro le classi, un desiderio quanto mai dirompente di vita, e cerca chi lo sappia valorizzare, così che leggere una poesia o fare un esercizio di matematica sia riempire il tempo, gustandolo. Questo è ciò che urge, non sapere tanto o poco, non bloccare nuove informazioni, ma vivere intensamente, gustarsi un'ora di lezione: di fronte a tante e tante partenze false occorre finalmente uno scatto vero, lo scatto verso qualcosa di bello e affascinante, che entrare in classe abbia l'orizzonte ampio della vita, e non l'opaca sensazione di qualcosa che si perde. 

Questo è ciò che quest'anno tutti vogliamo, che andare a scuola sia l'occasione di scoprire qualcosa di positivo, e a questo può rispondere la gran massa di giovani immessi dal governo Renzi dentro i collegi docenti. Essi, come del resto gli anziani professori, devono decidere se assecondare questa istanza di vita o se perdersi ad analizzare ciò che non va. Questo il problema serio di questo nuovo anno scolastico; la domanda, intensa e dirompente, troverà chi la rilancia aprendola a nuove prospettive? Oppure vincerà ancora chi vorrà rimanere a indicare ciò che non funziona, aggiungendo note fosche al già negativo panorama della vita scolastica? Tutti dobbiamo decidere se continuare a lamentarci di una scuola imperfetta o se abbracciare questa imperfezione, facendo esplodere nelle sue pieghe la forza di vita che ognuno porta con sé, insegnante e studente. 

Protagonista non è la situazione, protagonista è l'uomo, se vuole esserlo.

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COMMENTI
12/09/2016 - Barcone alla deriva altro che crociera! 1/2 (Vincenzo Pascuzzi)

Gianni Mereghetti, più buonascuolista degli autori della legge 107, si comporta da volenteroso testimonial della stessa. Sono due anni che la Scuola è come vivisezionata da un’equipe di sedicenti provetti sperimentatori, in realtà praticoni incapaci, sopportando sofferenze senza benefici. La situazione reale è descritta e dettagliata nei social media e riportata anche dai giornali nonostante alcuni mostrino …. garbo e cautela nei confronti del governo, cioè sono condizionati o asserviti. Solo OGGI LUNEDÌ 12.9 possiamo leggere titoli come: “Scuola, per chi vince il concorsone la cattedra non c'è assunzioni rinviate”, “Le lezioni partono, ma a orario ridotto e c'è chi propone: apriamo solo a ottobre”, “La scuola ricomincia tra certificati medici e congedi parentali contro i trasferimenti”, ““La scuola parte con quattro handicap”, “Scuola, prima campanella ma la musica è già stonata”, “La scuola riparte, troppi problemi sono senza risposta". Mentre IERI DOMENICA 11.9 alcuni titoli erano: “Anno scolastico al via tra dubbi e caselle vuote”, “La buona scuola non piace rimandata, a settembre 2017", “Ritardi, ricorsi, ruoli e concorsone metà dei prof ancora fuori servizio”, “Scuola, nuove proteste contro l'algoritmo straccia-famiglie", “Domani lezioni al via, organici-groviera", “Scuola, la lotteria delle nomine e i prof senza sede”, “Se la scuola non e' uguale per tutti”.

 
12/09/2016 - Barcone alla deriva altro che crociera! 2/2 (Vincenzo Pascuzzi)

Il ministro GIANNINI speranzoso e compiaciuto: "entro una decina di giorni a posto anche le nomine", mentre, più realisticamente da Torino, il direttore regionale del Piemonte Fabrizio MANCA “garantisce che entro la fine di ottobre, supplenti o di ruolo, i docenti saranno gli stessi che porteranno i ragazzi fino a giugno”. Fine di ottobre significa un mese e mezzo di scuola – un quarto dell’intero a.s. - gestito a ranghi ridotti, con riduzione di contenuti e assuefazione al solito andazzo …. all’italiana.

 
12/09/2016 - Del vitalismo o famose na botta de vita... (Franco Labella)

Sulla "Buona scuola" si può essere pessimisti, ottimisti o entusiasti come Mereghetti. Al quale, però, farei una domanda, se vuole rispondere: lui scrive di una buona scuola che va a velocità di crociera. Libero Mereghetti di non leggere o considerare quello che si legge persino su organi di stampa moderati o moderatamente filogovernativi su un avvio, diciamo così, un po' più complicato del solito. Lo scrive, sull'Unità, persino il sottosegretario dell'"uscire i soldi" e quindi un fondo di verità ci deve essere persino per lui. Ma ammettiamo pure che il Cruise chiamato buona scuola stia viaggiando verso l'obiettivo. Possibile che al secondo anno di applicazione sia già in grado di produrre o di avviare la palingenesi disegnata dall'entusiasta Mereghetti? Al quale suggerirei la lettura di una lettera sulla buona scuola che appare sul numero in edicola dell'Espresso. E quanto ai colleghi giovani: non so quanti ne abbia conosciuto direttamente Mereghetti in questi primi giorni di scuola ma è proprio sicuro che siano entusiasti e che si sentano valorizzati? Io ho evidenze decisamente contrarie soprattutto dei colleghi del cosiddetto potenziamento magari al secondo anno di parcheggio non propriamente gratificante. Il tempo è galantuomo e se Dio vuole saremo ancora qui fra un anno o due. Siccome, meritoriamente per ilSussidiario, sarà possibile consultare nel tempo anche quest'articolo lancio una proposta a Mereghetti e ai lettori: risentiamoci fra un po'.