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SCUOLA/ Primo giorno, tutto il male nascosto da quel frastuono inutile e insensato

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Potremmo continuare: altro consiglio di classe, altri attori, altro assordante silenzio su noi. Progetto per un alunno che chiameremo Brian, scritto nero su bianco già dalla fine dell'anno precedente: non il vangelo, un'idea per Brian e magari anche per gli altri, loro ne riparlano. Qualcuno dice che è vero, che è scritto e che si deve fare, ma non ci sta dentro nel computo esatto delle ore e dei luoghi, dice lui, guardando il programma. Si deve fare, ma lui non ci sta.

Basta, nessun altro frammento, nessun'altra scena di assordante silenzio. Dovrebbe bastare: la scuola può essere impotente e sconfitta, ma noi, noi possiamo ancora rischiare? Possiamo ancora dire: io sono qui per te e con te? E accorgerci che anche tu sei qui per me? Che soltanto ricominciando a pensarci così la scuola torna ad esistere? E non è solo una questione di pronomi o aggettivi. Come dice ancora il poeta solo così "noi che pensiamo la felicità/ come un'ascesa/ ne avremmo l'emozione quasi sconcertante/ di quando cosa che è felice, cade". Forse questo è l'unico augurio che dovremmo farci incontrandoci in questi giorni in cui ricominciamo la scuola: possa tu riuscire a dire nuovamente io, possa  finalmente ridire tu e accorgerti di me. E spegnere il frastuono inutile e insensato che uccide la nostra voce.



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COMMENTI
13/09/2016 - Ho visto il film "Almeno per una volta" (claudia mazzola)

Bellissimo, lo consiglio a tutti gli insegnanti e non... come me.