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COMPITI DELLE VACANZE / Utili o dannosi? La lettera del papà, ‘in estate fanno male, meglio lezioni di vita’

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Scuola (Foto: LaPresse)  Scuola (Foto: LaPresse)

COMPITI DELLE VACANZE DA ELIMINARE? LA LETTERA DEL PAPÀ, “IO GLI INSEGNO A VIVERE, VOI AVETE 9 MESI PER DARGLI CULTURA E NOZIONI” - I compiti delle vacanze sono da sempre un elemento di grande sfida per la scuola, con la sempre verde divisione e lotta tra chi lo considera un modo utile per non perdere l’allenamento e poter imparare anche non a scuola e poi l’altra parte consistente che li reputa un ostacolo alle vacanze per il ragazzo e per l’intera famiglia. Come uscirne? Probabilmente mai, visto che ogni anno la polemica si ripropone praticamente uguale: ad andare oltre alla normalità è stato un papà di Varese che nel primo giorno di scuola ha recapitato alla scuola e poi diffuso su Facebook, diventando in poco tempo davvero virale. «Mi chiamo Marino Peiretti e sono il papà di Mattia. Vorrei informarvi che, come ogni anno, mio figlio non ha svolto i compiti estivi», introduce la lettera che forse molti padri avrebbero voluto scrivere. Un caso reale che accende l’attenzione su cosa possa voler dire “vivere” l’estate e dunque la propria vita: «Abbiamo fatto molte cose durante l'estate: lunghe gite in bici, vita di campeggio, gestione della casa e della cucina. Abbiamo costruito la sua nuova scrivania e l'ho aiutato, sponsorizzandolo, e ascoltandolo nel suo interesse primario: programmazione ed elettronica», si può seguire le proprie passioni assieme alla famiglia e soprattutto si può non rimanere “vittima” delle richieste della scuola.

Poi l’accusa: «Sempre convinto del fatto che i compiti estivi siano deleteri non ho mai visto professionisti seri portarsi il lavoro in vacanza, anzi. Voi avete nove mesi circa per insegnargli nozioni e cultura. Io tre mesi pieni per insegnargli a vivere. Sono convinto si presenterà fresco e riposato, nonché volenteroso per il nuovo anno scolastico». Il pubblico si divide in due fazioni, in due segmenti e il caso non è risolvibile nello spazio di un articolo: ma uno spunto possiamo offrirlo. Le lezioni di vita come le chiama il papà sono un punto estremamente interessante, l’intento di educare è un punto sorgivo realmente centrale nella vita di un bambino o di un ragazzo. Ma una educazione a 360° è quanto di più bello ci si possa aspettare dalla vita 12 mesi su 12 mesi per un ragazzo: se la scuola è un periodo “solo” per studiare e quello studio non è già un momento educativo, allora qualcosa si inceppa e il problema non saranno le vacanze o la scuola, ma in fin dei conti la crescita e struttura di una giovane vita umana. 



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