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SCUOLA/ Autonomia, cosa cambia se passa il referendum?

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2. Le Regioni avranno potestà legislativa nelle materie indicate nel III comma dell'art. 117 Cost.; è una potestà non qualificata come "esclusiva", a differenza della potestà legislativa dello Stato. Le materie attribuite alla legislazione regionale sono queste:

- l'"organizzazione in ambito regionale … della formazione professionale"; si osserva che, persa la legislazione sull'IeFP, alle Regioni rimarrà la "formazione professionale" per lo sviluppo del territorio e delle imprese;

- i "servizi scolastici, di promozione del diritto allo studio, anche universitario", "salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche"; è confermata, nel nuovo testo, l'autonomia delle istituzioni scolastiche come limite oggettivo alla legislazione regionale, ed a maggior ragione, alla sua azione amministrativa; la materia dei servizi scolastici e del diritto allo studio è più chiaramente indicata come competenza legislativa regionale; si è in linea con quanto già di fatto vigente;

- "ogni materia non espressamente riservata alla competenza esclusiva dello Stato"; si tratta di legislazione residuale;

- la potestà regolamentare; le Regioni avranno potestà regolamentare nelle materie sia di propria competenza legislativa sia di competenza legislativa esclusiva dello Stato, se a ciò delegate;

forme e condizioni particolari di autonomia, nelle materie di legislazione esclusiva dello Stato, "possono essere attribuite" (art. 116 Cost.) alle Regioni non a statuto speciale, anche su loro richiesta, alle seguenti condizioni: l'attribuzione dovrà avvenire con legge dello Stato nel rispetto dei principi di equilibrio del bilancio, promozione dello sviluppo economico, coesione e solidarietà sociale.     

L'intenzione del legislatore è riportare allo Stato competenze legislative in precedenza assegnate alle Regioni; di prevedere la legislazione esclusiva soltanto per lo Stato e non anche per le Regioni, di eliminare la legislazione concorrente tra Stato e Regioni finalizzata, come ha scritto G. Rivosecchi, a "deflazionare il contenzioso costituzionale"; di limitare la competenza legislativa delle Regioni su cui comunque grava il potere d'intervento dello Stato se esigito dall'unità giuridica o economica della Repubblica od anche dalla tutela dell'interesse nazionale; l'intervento dello Stato costituisce clausola di supremazia.

Viene meno la distinzione tra norme di principio e norme di dettaglio, necessaria per la legislazione concorrente; permane la competenza residuale delle Regioni ed è fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche. Le Province sono abolite, e ciò comporterà la riallocazione delle funzioni in materia di diritto allo studio ai Comuni (edilizia scuole superiori, riscaldamento, trasporti, etc.).

Il principio di autonomia scolastica è riaffermato nel nuovo testo costituzionale, e nel suo valore, come principio di sovranità derivata, non comprimibile dal futuro legislatore statale e regionale. La ri-disciplina del lavoro pubblico dipendente, con il possibile superamento o attenuazione del principio di privatizzazione del lavoro pubblico, in astratto dovrebbe rafforzare i poteri decisori all'interno dell'istituzione scolastica, ovvero del dirigente e degli organi collegiali. Rafforzamento in linea con legge 107/2015 di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che dichiara "inefficaci le norme e le procedure contenute nei contratti collettivi" ad essa legge "contrastanti" (comma CIXVI).  



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COMMENTI
15/09/2016 - Sovranità popolare. (Franco Labella)

C'è nel commento del preside Pellegatta un passaggio di cui sarebbe interessante capire la pertinenza col tema del referendum. E' quello in cui scrive "C'è solo da verificare che la politica abbia il vero coraggio di dare attuazione all'autonomia". Renzi che vince il referendum e si attiva per attuare l'autonomia delle istituzioni scolastiche (e non dei presidi)? E' vero che l'animo umano è spesso insondabile ma questa sul fiorentino veramente mi mancava. E della attuale occupante di Viale Trastevere che ai tempi del referendum consultivo di Bologna sul finanziamento alle scuole pubbliche non statali definiva quel risultato frutto di pregiudizi (il popolo sovrano ha pregiudizi?) non mette conto di parlare. C'è voluto Mattarella per ricordare anche all'ambasciatore americano come funziona la democrazia...

 
15/09/2016 - Chi avrà il vero coraggio dell'autonomia? (ROBERTO PELLEGATTA)

Grazie Falanga per la chiarezza. Quindi la riforma mantiene l'autonomia scolastica e le regioni virtuose potranno recuperare potestà in materia di scuola. C'è solo da verificare che la politica abbia il vero coraggio di dare attuazione all'autonomia.

 
15/09/2016 - Autonomia confermata: ed allora? (Franco Labella)

C'è un evidente sforzo di concentrare tutta l'attenzione sul concetto di autonomia. Ma se non si valutano le condizioni che rendono effettiva o meno questa autonomia non si fanno molti passi in avanti. Ad esempio l'abbandono della privatizzazione del rapporto di pubblico impiego facilita o complica l'autonomia? Certo che se uno interpreta l'autonomia come autonomia del rappresentante legale della istituzione scolastica non c'è dubbio che se passa il SI questo sarà facilitata ed assicurata. Se è quello che vogliano votiamo SI. Se restiamo convinti che anche la scuola non debba essere, invece, il regno di un uomo solo al comando, ALLORA IL NO SI IMPONE. Insomma il tutto è intendersi su cosa sia autonomia e quale sia la sua estensione. Già oggi, a Costituzione vigente ed invariata, spesso l'autonomia viene confusa, da alcuni dirigenti scolastici (ho vasta casistica e preferisco, in questa fase non enunciarla) con l'anomia. E non è solo questione di tre lettere mancanti...