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SCUOLA/ Autonomia, cosa cambia se passa il referendum?

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Ci si chiede: che cosa cambierà per il sistema scolastico se passa il referendum confermativo sulla riforma costituzionale? Proviamo a dare una risposta partendo dall'analisi delle novità in materia di legislazione esclusiva dello Stato (1) e in materia di legislazione regionale (2).

1. Nel testo riformato della Costituzione, la legislazione esclusiva statale è riferita a diverse materie, in particolare: l'"ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; le "norme sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche tese ad assicurarne l'uniformità sul territorio nazionale"; la "determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale"; le "disposizioni generali e comuni sull'istruzione; ordinamento scolastico; istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica"; le "… disposizioni generali e comuni sull'istruzione e formazione professionale" (art. 117, I comma, lett. g), m), n), o).

Dal confronto di queste disposizioni con quelle vigenti si hanno conferme e novità; queste ultime  riguardano:

- le norme sul procedimento amministrativo, il che vuol dire vincolo per i soggetti pubblici di procedimentalizzare l'azione amministrativa quando incide sullo stato giuridico dei cittadini;

- le norme sulla disciplina giuridica del lavoro pubblico: ciò significa che il processo di privatizzazione del lavoro pubblico, avviato agli inizi degli anni 90, potrà arrestarsi o comunque attenuarsi; i contratti nazionali dovrebbero perdere la loro forza di disapplicazione delle norme statali e di sostituzione con clausole convenzionali, con il conseguente aumento dei poteri decisori. Il condizionale è d'obbligo  perché bisognerà vedere in concreto come queste nuove disposizioni saranno intese (interpretazione);

- le "disposizioni … comuni sull'istruzione"; sono le leggi costruttive di ambiti giuridici definiti, che interessano in modo particolare i singoli istituti dell'istruzione pubblica;

- le norme sull'ordinamento scolastico; da intendere come norme disciplinanti il complesso delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nella struttura e nel funzionamento;

- l'istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica; sarà di esclusiva competenza statale; seguiranno riflessi frenanti sulle Libere Università?;

- le "disposizioni generali e comuni sull'istruzione e formazione professionale"; questa norma riporterà allo Stato l'istruzione e formazione professionale (IeFP), oggi di competenza regionale esclusiva. 

Come per l'istruzione e l'ordinamento scolastico, anche per l'IeFP lo Stato, con propria decisione ed anche su richiesta, potrà attribuire alle Regioni non a statuto speciale forme e condizioni particolari di autonomia; e potrà delegare alle stesse la propria potestà regolamentare sull'IeFP (art. 117, VI comma) e su tutte le altre materie di esclusiva competenza statale. 



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COMMENTI
15/09/2016 - Sovranità popolare. (Franco Labella)

C'è nel commento del preside Pellegatta un passaggio di cui sarebbe interessante capire la pertinenza col tema del referendum. E' quello in cui scrive "C'è solo da verificare che la politica abbia il vero coraggio di dare attuazione all'autonomia". Renzi che vince il referendum e si attiva per attuare l'autonomia delle istituzioni scolastiche (e non dei presidi)? E' vero che l'animo umano è spesso insondabile ma questa sul fiorentino veramente mi mancava. E della attuale occupante di Viale Trastevere che ai tempi del referendum consultivo di Bologna sul finanziamento alle scuole pubbliche non statali definiva quel risultato frutto di pregiudizi (il popolo sovrano ha pregiudizi?) non mette conto di parlare. C'è voluto Mattarella per ricordare anche all'ambasciatore americano come funziona la democrazia...

 
15/09/2016 - Chi avrà il vero coraggio dell'autonomia? (ROBERTO PELLEGATTA)

Grazie Falanga per la chiarezza. Quindi la riforma mantiene l'autonomia scolastica e le regioni virtuose potranno recuperare potestà in materia di scuola. C'è solo da verificare che la politica abbia il vero coraggio di dare attuazione all'autonomia.

 
15/09/2016 - Autonomia confermata: ed allora? (Franco Labella)

C'è un evidente sforzo di concentrare tutta l'attenzione sul concetto di autonomia. Ma se non si valutano le condizioni che rendono effettiva o meno questa autonomia non si fanno molti passi in avanti. Ad esempio l'abbandono della privatizzazione del rapporto di pubblico impiego facilita o complica l'autonomia? Certo che se uno interpreta l'autonomia come autonomia del rappresentante legale della istituzione scolastica non c'è dubbio che se passa il SI questo sarà facilitata ed assicurata. Se è quello che vogliano votiamo SI. Se restiamo convinti che anche la scuola non debba essere, invece, il regno di un uomo solo al comando, ALLORA IL NO SI IMPONE. Insomma il tutto è intendersi su cosa sia autonomia e quale sia la sua estensione. Già oggi, a Costituzione vigente ed invariata, spesso l'autonomia viene confusa, da alcuni dirigenti scolastici (ho vasta casistica e preferisco, in questa fase non enunciarla) con l'anomia. E non è solo questione di tre lettere mancanti...