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SCUOLA/ Gli esclusi dal concorso "bocciano" 4 ministri

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Quella che sembrava una linea strategica ben definita, nel giro di pochi anni è stata smontata e rimontata due volte. Non si va da nessuna parte se si continua a cambiare, di volta in volta, gli assetti formativi secondo la volubile opinione chi è chiamato a decidere. È inammissibile che i giovani laureati non siano in grado di programmare il loro futuro e siano esposti a continui cambiamenti. Di fronte a tanta incertezza è inevitabile che si ingeneri la speranza da parte di chi cerca un posto nella scuola di tentare tutte le strade, anche quella di un concorso all'insegna del "non si sa mai". 

Si potrebbero portare anche altri esempi sulle incertezze (se non proprio contraddizioni) con cui è stata affrontata negli ultimi decenni la questione docente: il merito scisso da una progressione di carriera che premi i migliori e ne valorizzi l'esperienza e le capacità tutoriali; la formazione in servizio oscillante tra obbligo e volontarietà, tra scelte personali e iniziative di istituto; la mancata valorizzazione dell'autonomia in quanto occasione anche per potenziare la qualità della docenza; l'indifferenza della politica verso la caduta del prestigio sociale della figura del docente.

 Se si vuole davvero innalzare la qualità della scuola italiana la classe politica non potrà eludere i problemi qui sommariamente richiamati. Chi ne avrà il coraggio? 

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COMMENTI
22/09/2016 - Repetita iuvant. (Franco Labella)

Nel mio commento precedente chiedevo al prof. Chiosso di scrivere un articolo che, in realtà, ha già scritto a luglio: http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2016/7/6/SCUOLA-Voti-via-i-numeri-tornano-le-lettere-manovre-di-retroguardia/713756/. Ed allora perchè reiterare la richiesta? Ma perchè allora Chiosso si mostrava fiducioso in un ripensamento che pare non ci sia stato. Ma sarà come per l'Italicum (prima Renzi: L'Italicum è la migliore legge del mondo. Vedrete che tra sei mesi ce la copieranno in molti" - ora Renzi "Siamo pronti a modificarla") , tra qualche mese o qualche anno, contrordine compagni, ritorniamo ai voti e lasciamo perdere cieli e righelli...

 
20/09/2016 - Bocciato l'attuale ministro sicuramente... (Franco Labella)

L'uso del tempo futuro da parte di Chiosso nella domanda finale del suo intervento è sicuramente significativo. Invocare stabilità di orientamento, come fa Chiosso in tutto il suo articolo, certamente non è quel segnale di conservatorismo che spesso viene attribuito anche dagli attuali decisori ai gufi contrari. Sarò molto lieto di leggere il prossimo articolo del prof. Chiosso, che auspico arrivi presto, sulla ennesima giravolta, pardon, significativa rivoluzione prossima ventura: le lettere nella valutazione. Al netto della "poesia" della responsabile scuola del PD, Francesca Puglisi, per la quale la "rivoluzione" annunciata serve perché (testuale) "non si può misurare il cielo col righello", gradirei conoscere l'opinione di Chiosso su questa fondamentale ed epocale svolta. A me stesso ricordo che la svolta epocale precedente (regnante Gelmini) risale al paleolitico? Insomma "facite ammuina".... qualcosa resterà ed è l'unico dato omogeneo a governi di destra e di "sinistra" (?) Qualcosa resterà... Magari la "poesia" del cielo col righello della Puglisi che ha un cv di tutto rispetto orientato al mondo dell'istruzione e per chi volesse approfondirlo lo trova qui: http://www.francescapuglisi.it/chi-sono/ Come scrivete? Non c'avete trovato molti nessi con il mondo dell'istruzione? E mica è colpa mia...e poi mica serve per i cieli e i righelli...

 
20/09/2016 - L’assurdità del concorso che boccia gli abilitati (Vincenzo Pascuzzi)

L’articolo di Giorgio Chiosso prende spunto dall’ultimo concorso per riproporre la questione dolente della preparazione-valutazione che “da circa un quarantennio, ecc …”. Concordo sostanzialmente con le sue osservazioni critiche. Abbiamo una scuola che troppo spesso si rassegna o è costretta a “certificare” invece di impegnarsi a “istruire”. E apparentemente ciò va bene a tutti, a cominciare dai decisori politici. Limito però il mio commento al concorsone e ai suoi esiti imprevisti (?) che hanno suscitato scalpore. Qui la responsabilità ministeriale è – almeno per me – chiara e inequivocabile. Un approccio serio a un concorso per già abilitati non dovrebbe prevedere l’esclusione, cioè la bocciatura, se non in casi eccezionalissimi. E tanto meno dopo una sola prova. Se l’organico della scuola necessita di 60 mila unità, il Miur le DEVE trovare cercando e rovistando in ciò che passa il convento che poi nei fatti è costituito lui stesso! In proposito circola, e potrebbe avere qualche fondamento, l’interpretazione di quanto accaduto come espediente governativo per continuare a ricorrere alle supplenze e risparmiare così circa 9.000 euro/anno per ogni docente!