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SCUOLA/ Paritarie alla mercé dei giudici, serve una nuova legge

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In questo modo, dalla seconda metà di agosto i soldi hanno cominciato il loro iter, anche se sono ancora nella disponibilità del Mef e a metà settembre non erano ancora arrivati alle direzioni regionali, i cui uffici dovrebbero essere in grado di distribuire i fondi entro ottobre. 

Sono in molti a sperare, perché le difficoltà gestionali dei singoli istituti, soprattutto le piccole scuole dell'infanzia, sono diventate insopportabili e quest'ultima vicenda rende palese come una legge che regoli in modo organico il settore delle scuole paritarie sia improcrastinabile. La legge 62/2000 che istituì la parità scolastica non è più sufficiente a garantire i principi fondamentali di un comparto che conta oltre 900mila studenti e decine di migliaia di docenti. Le varie sentenze, i numerosi decreti ministeriali presentano oramai un quadro fortemente disorganico, per cui è diventato evidente che tanti posti di lavoro, il reddito di tante famiglie, l' educazione e la formazione di una fetta consistente della popolazione scolastica italiana, non possa più dipendere dalla sentenza e dall'interpretazione di un giudice o dalle intuizioni di un ministro. 

Il sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi, che ha sempre difeso all'interno degli ultimi governi le istanze delle scuole paritarie, ha dichiarato ad un quotidiano che è bene che siano stati sbloccati questi soldi, che erano fermi non certo per volontà del Miur. "Le scuole erano giustamente preoccupate per i loro bilanci e a loro abbiamo dato una risposta positiva. Ma ancora non basta. Ora lavoriamo per arrivare a un'effettiva parità scolastica". Molti fanno il tifo per il sottosegretario, affinché abbia la forza di rendere operative le sue convinzioni e riesca a convincere della necessità di una legge organica sulla parità il ministro Giannini e il premier Renzi. Anche questa sarebbe una Buona Scuola.

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