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SCUOLA/ Meritocrazia, ecco dove funziona (e perché)

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Il 20 settembre a Roma sono stati presentati, durante il convegno "Meritocrazia nella scuola! Tanti miti da sfatare?" organizzato da Anp e Forum della Meritocrazia, in collaborazione con Great Place to Work, i risultati della ricerca Leadership & Meritocrazia nelle scuole italiane, alla quale hanno partecipato un campione di 831 rispondenti, dirigenti, docenti e personale non docente di 14 istituti scolastici di ogni ordine e grado selezionati sul territorio nazionale.

Il report mostra che il livello di percezione della meritocrazia nella scuola, misurato attraverso l'indice sintetico fornito dal modello di rilevazione di Great Place to Work, adattato per la circostanza alle scuole, è al 59% (+4% di percezione su un campione di aziende eccellenti in Italia, +30% circa sulla media delle aziende private italiane e +40% sulla pubblica amministrazione). Il dato non varia rispetto all'appartenenza territoriale e addirittura cresce andando da Nord a Sud: la percezione sintetica varia infatti da un 58% nel nord Italia, a un 59% nel centro Italia e a un 65% al sud.

 

 

I dati sono abbastanza sorprendenti, in quanto smentiscono la vulgata comune che vede le scuole secondarie caratterizzate da bassi livelli di efficienza e meritocrazia, mentre le colloca addirittura al livello delle migliori aziende italiane, che come abbiamo scritto più volte sono generalmente meno brave delle multinazionali.

 



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COMMENTI
28/09/2016 - Spottone imbarazzante... (Franco Labella)

Fossi la preside del Volta sarei in notevole imbarazzo anche per la nota saggezza insita nel "chi si loda s'imbroda". Anche se la lode sembra provenire dall'esterno, attribuire i risultati positivi alla "meritocrazia" soprattutto nella versione di Abravanel (noto "esperto" del mondo della scuola) lo giudicherei, se fossi la prof.ssa Coccia, piuttosto offensivo e riduttivo. Come ben ha argomentato Pascuzzi nel suo commento, il risultato di crescita del Volta sembra essere oltre che multifattoriale anche la corretta applicazione dei principi a cui si ispira la scuola pubblica statale nella quale, a differenza delle scuole private (sia nella versione confessionale che commerciale), la barra si tiene tutta su quel "regole certe che valgono per tutti" (e sottolineo il tutti) che la stessa preside offre come spiegazione. Cosa c'entri tutto questo con Boggian ed il suo Forum e con quell'obbrobrio denominato L. 107 è, per me, un mistero. Fossi nella preside Coccia il mistero lo diraderei... e pure subito.

 
26/09/2016 - Meritocrazia, etichetta superflua, impropria (Vincenzo Pascuzzi)

Premessa. “MERITOCRAZIA è un sistema di valori che valorizza l’eccellenza indipendentemente dalla provenienza, … ”. (Roger Aravanel). “MERITOCRAZIA spiega come in Italia l’assenza di questo sistema di valori abbia prodotto una classe dirigente debolissima: la mancanza di meritocrazia … è diventata la causa principale del declino della nostra economia. Una classe dirigente inadeguata di policy makers, leader e dirigenti della pubblica amministrazione”. (Roger Aravanel). Mi sembra che il termine MERITOCRAZIA venga usato in modo generico e confuso proprio dalla citata “classe dirigente inadeguata”, magari anche per nascondere la propria a-meritocraticità. Cioè un uso autoritario, strumentale, auto-assolvente. Veniamo all’articolo. Meritocrazia e merito sono entità o concetti soggettivi, valutabili in qualche modo, ma non misurabili in modo oggettivo. Infatti Nicolò Boggian parla di “livello di percezione” e di “modello di rilevazione adattato”. Non risulta poi che l’Istituto Volta sia stato oggetto di una specifica terapia meritocratica. Al successo del Volta avranno contribuito le scelte e l’attività pluriennale di preside e docenti, la sinergia con gli alunni e il territorio, altri fattori. Forse anche l’essersi realizzato prima della legge 107/2015! Insomma, la meritocrazia qui appare come etichetta superflua, impropria, abusiva.