BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Consiglio di classe, piccolo delirio di un dramma collettivo

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

LaPresse  LaPresse

Un discorso a parte riguarda le modalità relazionali fra segretario e coordinatore. L'alchimia fra due professionisti della scuola chiamati a lavorare in stretta sinergia segue percorsi arcani, e, come in ogni relazione umana, peculiari di ogni specifica situazione, del kairòs, come direbbero i Greci. Tuttavia, schematizzando grossolanamente, possiamo esemplificare quattro livelli di interazione:

a) Modello soft. Segretario a coordinatore di classe: "Ti prendo io gli appunti e poi il verbale lo fai tu", il che, ancor più sbrigativamente tradotto, significa: " Ti smazzi tu la redazione di tutti i verbali e, se manca qualcosa, so' c…. tua". 

b) Modello gentlemen's agreement. Coordinatore a segretario: "Tu fatti il verbale, e poi mandamelo che te lo guardo (?!) e, se è necessario, te lo correggo (??!!). Ossia, demistificando il significato subliminale ivi racchiuso, la frase va intesa secondo due forme: 1) "Ti farò le pulci sino all'ultima virgola e pazienza se tu insegni italiano e io chimica"… Oppure: 2) "Col c…. che te lo leggo…. manda, manda, povero illuso".

c) Modello strong. Coordinatore: "Hai fatto il verbale del consiglio di 2 mesi fa?". Segretario: "Oh, scusa, non ho proprio avuto tempo (?), non è che per caso mi ripasseresti gli appunti, se li hai ancora, così lo faccio?". Al che il coordinatore sbianca: ma quale persona sana di mente e di corpo conserverebbe dei foglietti scarabocchiati oltre otto settimane prima?

d) Modello hard. Alla vigilia della visita ispettiva del mese di maggio — indispensabile per ottenere/mantenere l'imprescindibile "bollino blu" non delle Banane Ciquita, bensì del sistema di certificazione di qualità, il coordinatore scopre, con raccapriccio, che mancano tutti i verbali dei consigli di classe dei mesi precedenti, fatta eccezione per quello del consiglio straordinario del 22 ottobre, redatto dal coordinatore stesso, giacché in quell'occasione il segretario non era tenuto a presenziare.

C'è qualcosa di peggio di questo? Oh, sì: il momento in cui il Cdc si apre alla "componente genitori". Qui sì, che son dolori.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
28/09/2016 - Quadretto spiritoso... (Franco Labella)

Ok, la scrittura è quella giusta, ironia a profusione e situazioni reali. Però sarebbe anche il caso di provare un minimo di approfondimento. Perchè lo psicodramma non è solo quello della caccia al verbalizzante ma, magari, anche a quello che poi si scrive nel verbale. Qualche esempio? Si comincia dall'indicare i presenti e non gli assenti. Perchè mai? Ma perchè gli assenti si deducono... Si vota per decidere la sorte dello studente? Al massimo, quando va bene, c'è la formula (a maggioranza), qualche volta i numeri (4 a favore e 3 contro) ma mai che ci siano i nomi sulla scorta del principio di responsabilità. E vuoi mettere, poi, la discussione sul mitico "voto di consiglio" che per la gran parte dei colleghi è l'applicazione, se così posso dire, dell'"uno vale uno" anzichè la decisione complessiva ma opportunamente motivata. Da cosa dipende tutto ciò? Ma dalla considerazione che le conoscenze giuridiche complessive nel mondo della scuola (a tutti i livelli, iniziando dal docente e finendo fino al ministro) sono non solo sommarie ma vissute con fastidio. La certezza delle regole, il mondo del diritto: pastoie burocratiche, nella migliore delle ipotesi. E la Rossi si meraviglia poi che tutti tentino di fuggire dalle pastoie burocratiche? Ma è così giovane da non aver vissuto il recente passato di "le ultime tre righe della circolare ministeriale n.... sono da intendersi come non scritte ( e per carità di patria non riporto la firma del dg che firmò la nota obliatrice).