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SCUOLA/ Consiglio di classe, piccolo delirio di un dramma collettivo

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A settembre, come è noto, si apre la stagione della caccia; a scuola, nello specifico, comincia la stagione della caccia grossa al segretario. A scuola, infatti, saltano anche le rigide regole dell'aritmetica; se infatti la matematica non è un'opinione, dato un numero X di docenti, e un numero Y di coordinatori di classe, pari al numero di classi, facendo le debite sottrazioni, dovrebbe risultare un numero Z di segretari (X-Y= Z). Da anni, però, assistiamo al crollo di questa aurea evidenza. Infatti, su un numero, poniamo, di 51 classi, e di 108 docenti — numeri, beninteso, scelti a caso, puri exempla ficta —, dovremmo avere un numero di 51 coordinatori e quindi, conseguentemente, di 57 (108-51) aspiranti segretari. Ma ciò non avviene e, in tempi di penuria di segretari, ingenera una nevrosi che scatena la caccia grossa al segretario, al cui confronto la caccia aziendale immortalata da Paolo Villaggio in Fantozzi è un innocuo giochetto da ragazzi. 

Si impongono così delle soluzioni creative al problema:

1) Elevazione al quadrato del coordinatore, che si può esprimere secondo due modalità:

a) Il coordinatore, in un incontenibile delirio di onnipotenza, si accolla anche il ruolo di segretario. Non è esattamente legale, ma di fronte al rischio di essere cooptati nel prestigioso ruolo di segretario del Cdc i colleghi, longanimemente e struzzescamente, mettono la testa sotto la sabbia di fronte all'illecito.

b) Il coordinatore della classe A diventa il segretario della classe B, ricambiato specularmente nel favore dal coordinatore della classe B, che, più o meno gentilmente, si presta a fare da segretario per i consigli della classe A.

2) L'incastro. Trattasi non di manovra di parcheggio particolarmente ardita, bensì di placcaggio ai danni dell'inconsapevole collega, solitamente fresco di nomina e grondante inesperienza, assolutamente impreparato all'assedio, il quale, nell'indifferenza del resto del consiglio di classe, viene preso al lazo dal coordinatore. E quando il tapino, già pentito di avere accettato obtorto collo, chiede, in un sussulto di tardiva consapevolezza, o di preveggenza cassandrea: "Ma è una cosa impegnativa?", seguono rassicurazioni ipocrite e pilatesche da parte degli altri colleghi i quali, nel frattempo, si preparano mentalmente scuse/motivazioni da esibire nel prossimo Cdc per sostenere le ragioni del loro "gran rifiuto". Ne volete un campionario? Eccolo qui:

- "La mia materia è quadrimestralizzata", ergo, non sono un docente come gli altri, id est, mettetevelo bene in testa, non faccio un c...o né in questo quadrimestre né nel prossimo.

- "Non so usare il computer". Si commenta da sé…

- Ho i bambini piccoli…..(?!) (variante, la mamma malata, la zia con il girodito, il nonno col torcicollo, "i miei piccoli frutti da curare": giuro, ho sentito anche questa. Ma, dico io, mirtilli e lamponi non maturano in primavera??).



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COMMENTI
28/09/2016 - Quadretto spiritoso... (Franco Labella)

Ok, la scrittura è quella giusta, ironia a profusione e situazioni reali. Però sarebbe anche il caso di provare un minimo di approfondimento. Perchè lo psicodramma non è solo quello della caccia al verbalizzante ma, magari, anche a quello che poi si scrive nel verbale. Qualche esempio? Si comincia dall'indicare i presenti e non gli assenti. Perchè mai? Ma perchè gli assenti si deducono... Si vota per decidere la sorte dello studente? Al massimo, quando va bene, c'è la formula (a maggioranza), qualche volta i numeri (4 a favore e 3 contro) ma mai che ci siano i nomi sulla scorta del principio di responsabilità. E vuoi mettere, poi, la discussione sul mitico "voto di consiglio" che per la gran parte dei colleghi è l'applicazione, se così posso dire, dell'"uno vale uno" anzichè la decisione complessiva ma opportunamente motivata. Da cosa dipende tutto ciò? Ma dalla considerazione che le conoscenze giuridiche complessive nel mondo della scuola (a tutti i livelli, iniziando dal docente e finendo fino al ministro) sono non solo sommarie ma vissute con fastidio. La certezza delle regole, il mondo del diritto: pastoie burocratiche, nella migliore delle ipotesi. E la Rossi si meraviglia poi che tutti tentino di fuggire dalle pastoie burocratiche? Ma è così giovane da non aver vissuto il recente passato di "le ultime tre righe della circolare ministeriale n.... sono da intendersi come non scritte ( e per carità di patria non riporto la firma del dg che firmò la nota obliatrice).