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SCUOLA/ "Alla ricerca dei libri perduti" per innamorarsi su misura

Pubblicazione:

Tzvetan Todorov (LaPresse)  Tzvetan Todorov (LaPresse)

La fine del percorso proposto, infatti, giunge, attraversando opere intere, alla formazione di un'antologia personale per ogni ragazzo, oltre a quella di una propria biblioteca, cosa importantissima come sanno tutti coloro, tra noi, che ne posseggono una. 

"Alla ricerca dei libri perduti" è una guida attenta e concreta alla costruzione di un metodo: si tratta di capire quali libri scegliere (esclusi quelli di mera evasione, dicono le autrici, senza paura della stoffa linguisticamente profonda del testo, anche questo in controtendenza rispetto a scuole che da anni riducono e riducono la proposta per una falsa idea di larga inclusione), dell'importanza della voce e della lettura e rilettura, del parallelo con la produzione scritta, dell'attenzione ai generi come l'epistola, l'autobiografia, il giallo, il fantasy, la poesia… Sempre nella coscienza generale che la scuola non è un accumulo di sapere, un collage di brani, un ritaglio di nozioni e strutture vuote di senso, ma un'esperienza che grandi e giovani compiono camminando alcuni anni insieme.



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COMMENTI
29/09/2016 - Libri da non perdere (Daniela Blandino)

Anni fa ho proposto nella scuola delle mie figlie di reintrodurre nella annuale bancarella dei libri i vecchi autori di romanzi per ragazzi che tanto avevo amato da bambina. La mia richiesta è stata motivata dal fatto che l'offerta contemporanea di libri per ragazzi è ormai troppo spesso di tipo fantastico e a volte assurdo. Appena ho imparato a leggere ho fin da piccola divorato quei libri alla ricerca di avventure e sentimenti. Una realtà forse lontana da noi, ma reale. I libri che non bisognerebbe perdere sono quelli che non si staccano da questa realtà fatta di ambienti che esistono o sono esistiti, paura, avventura, amore, amicizia, pericoli, cimenti. Il vero problema è se ancora oggi sappiamo scrivere storie con questi ingredienti. Ciò che davvero succede nella vita il più delle volte manca. Forse non lo sappiamo più leggere nelle pieghe delle nostre giornate e quindi non lo sappiamo dire. E i nostri ragazzi si abituano a una vita che scorre veloce e non si fanno facilmente colpire dai particolari che formano i contorni della realtà. L'altro elemento che mi ha aiutato ad appassionarmi alla lettura è stato che da un certo punto in poi la nostra maestra ci leggeva un racconto un po' per volta, forse non ogni giorno, ma regolarmente. Una persona che si ferma con te e ti legge una storia, un racconto, un romanzo. Puoi chiedergli se non capisci e comunque è lì per te e ti spalanca un mondo che puoi provare a immaginare.