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SCUOLA/ La vera "chiamata diretta"? Dovrebbe funzionare così

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Penso che la cosiddetta rivoluzione copernicana altro non è che un diverso modo di regolare il mercato del lavoro scolastico permanendo i vincoli giuridico-amministrativi di sempre. Verosimilmente i docenti "migliori" potranno scegliere le scuole più appetibili, soprattutto in funzione del criterio della viciniorità, mentre i docenti "cosiddetti peggiori" saranno attribuiti dall'Usr alle scuole meno appetibili, di periferia, o di frontiera. Ma in questo modo il diritto all'apprendimento degli studenti in ogni dove del territorio della Repubblica è assicurato? E l'autonomia delle istituzioni scolastiche?
Concludendo, penso che il meccanismo previsto dalla 107 per l'assegnazione dei docenti alle scuole sia abbastanza farraginoso e le ombre prevalgano sulle luci. Altra cosa sarebbe prevedere la costituzione di un albo dei docenti abilitati che potranno partecipare una procedura concorsuale di vera e propria assunzione da parte delle scuole. Di questa prospettiva mi sono già espresso su queste pagine e, quindi non mi dilungo. Piuttosto vorrei evidenziare che la chiamata diretta non è ancora vigente nel sistema scolastico della provincia automa di Trento. La legge provinciale di recepimento della legge 107/2015 entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico. Per quanto attiene alla chiamata diretta il meccanismo è simile a quello nazionale. Gli ambiti territoriali ancora non sono stati definiti. Un dibattito e una riflessione sono quanto meno auspicabili. Sarebbe un errore madornale non far tesoro delle criticità emerse sul territorio nazionale e non tentare di porvi rimedio. Sono certo che la comunità scolastica trentina saprà trovare una strada diversa, più condivisa e capace di coniugare la valorizzazione delle risorse professionali con il diritto all'apprendimento di tutti gli studenti, anche quelli che vivono nelle valli più lontane.



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COMMENTI
08/09/2016 - Il tressette (Franco Labella)

Visto che Santoli ci tiene a far conoscere la sua origine meridionale (lo rassicuro, mi documento e la conoscevo già così come avevo visionato il video di qualche anno fa quando non era ancora preside, Internet è una miniera... ma non mi pare che l'origine regionale fosse un elemento determinante o evocato nel mio commento) magari ci farà sapere anche se sa giocare a tressette. Perché a quel gioco lì se ti chiamano ad un palo e tu rispondi ad un altro, non è che le cose vadano proprio bene. Allora la sua risposta cosa chiarisce? Gli ho chiesto, sulla scorta di quello che ha scritto, su cosa fonda l'ipotesi che la "cosa" (così non si inalbera con la questione formalistica e terminologica) che è oggi è una schifezza (cfr. Rusconi - ANP) possa migliorare e mi risponde che conosce e stima la Veladiano. Beh la sua collega la "cosa" l'ha definita a suo tempo poco realizzabile (ed uso un eufemismo). Poi nella risposta Santoli ci fa pure sapere come l'avrebbe scritta lui la "cosa". D'accordo, sarà anche una ipotesi futuribile ed interessante. Ma che c'azzecca tutto ciò sul thema decidendum se così posso dire?? Pare (mi riferisco ad un articolo nella stessa sezione comparso ieri 7 settembre) che l'hic et nunc non sia molto praticato. Ps: se uno decide di leggere un giornale lo fa con attenzione e passione. Almeno a me così capita... Certo ci sono alcuni autori del Sussidiario che stimolano molto la mia tastiera... ma non è colpa mia, se mai è colpa di quello che scrivono...

 
05/09/2016 - Cerchiobottismo o dell’.... Ultima parte (Franco Labella)

Verosimilmente i docenti “migliori” potranno scegliere le scuole più appetibili, soprattutto in funzione del criterio (meritocratico chiedo io? N.d.a.) della viciniorietà mentre i docenti “cosiddetti peggiori” saranno attribuiti dall’USR alle scuole meno appetibili, di periferia, o di frontiera”. Parole di gufo? No, è la prosa di Santoli che, però, spera nel salvifico Trentino. Docenti “migliori” in centro, docenti “cosiddetti peggiori” a Quarto Oggiaro, Scampia o allo Zen. E la chiamano Buona scuola? E sulla magia esoterica dell’algoritmo magari ci ritorniamo un’altra volta. Perché la critica politica, a me gufo antirenziano, piace assai ma Maramaldo no.

RISPOSTA:

Vedo che il prof. Franco Labella è un mio attento lettore e quasi viviseziona le parole che scrivo. Confesso non ho mai avuto tanta attenzione. Non so se devo preoccuparmi o essere lusingato. Mi sembra di aver espresso chiaramente quello che penso. Si sta parlando impropriamente di chiamata diretta che è un'altra cosa. Si può essere d'accordo o meno ma cosi è! Per essere ancora più chiari sulla questione ho un'altra idea. I docenti dovrebbero poter conseguire l'abilitazione all'insegnamento attraverso un percorso integrato di formazione e tirocinio in situazione con valutazione congiunta da parte delle Università e delle scuole. Conseguita l'abilitazione, i docenti saranno assunti dalle scuole e la conferma a tempo indeterminato avviene dopo aver superato con esito favorevole un periodo di prova che dovrà essere ridefinito dalle legge in maniera completamente diverso dalla "quasi farsa" attuale. A queste condizioni non sono contrario all'assunzione dei docenti secondo l'ordine di una graduatoria di merito. Altra cosa sarebbero le graduatorie di competenza, ma qui il percorso è tutto da inventare. Le attuali graduatorie, suddivise per fasce, che al netto dei titoli valorizzano prevalentemente l'anzianità di servizio, non certificano assolutamente la professionalità docente. Nell'esercizio della mia professione, le supplenze che ho dovuto assegnare spesso mi hanno ricordato le belle parole scritte da Mogol "io vorrei, non vorrei, ma se vuoi". Invece, vorrei che tutti gli studenti di ogni dove della Repubblica possano avere i migliori insegnanti possibili e che il loro diritto all'apprendimento non fosse in balia di una graduatoria qualsiasi, o di una chiamata impropriamente diretta. "Tutto il resto è noia" come egregiamente cantava il Califfo. PS: Rassicuro Labella che pur operando in Trentino conosco abbastanza l'Italia perché sono meridionale, nato e vissuto, e ho avuto il piacere di lavorare lungamente nelle scuole di Napoli e di Frosinone. Infine, mi onoro di conoscere personalmente Maria Pia Veladiano, che lavora in Veneto e che stimo. GS

 
05/09/2016 - Cerchiobottismo o dell’arrampicarsi sugli... V (Franco Labella)

La perla è il potenziamento e i “porci” in questo caso sono quelli che immaginavano, ahiloro, il potenziamento banalmente come aggiunta proprio partendo dall’etimo, come miglioramento dell’offerta formativa, si scrive così nell’aulico linguaggio di scuola, insomma come qualcosa che facesse crescere la didattica e non l’organizzazione, la governance. E’ andata esattamente così e lo si potrà capire meglio se qualcuno si prenderà la briga di vedere chi è andato ad insegnare cosa, leggerà i quadri orari e non solo il PTOF. Perché se nella scuola X il collega di Arte esprime il nuovo che prima non c’era per le classi o l’istituto va bene. Ma se chi è andato sul potenziamento serve solo a coprire parzialmente le ore del collega Y finito nello staff di presidenza, beh quella è un’altra cosa. Funzionale sicuramente ma non nel senso che tradizionalmente si attribuiva a quell’organico funzionale per cui ci si è battuti, inutilmente se questo era l’esito, per decenni. Ritornando, però, alla chiamata diretta, su cosa fonda Santoli le sue belle speranze che il futuro sia più roseo dell’oggi? Io non l’ho capito ma è un mio limite. Certo che non potrei immaginare epitaffio migliore per la chiamata diretta e la brutta scuola che questa frase:

 
05/09/2016 - Cerchiobottismo o dell’arrampicarsi sugli... IV (Franco Labella)

Riservatezza perché conosco, sembrerà strano, anche presidi (pochini e non proprio in tutta Italia ma quasi) che mi onorano della loro amicizia e stima. Se non ci credete peggio per voi e per la chiamata diretta. Ma andiamo avanti. La prima applicazione è, vox populi ma sarà un popolo di gufi, stata una vera schifezza. Ma è perché la prima volta, poi la torta o il pasticcio verrà meglio. Non siamo abituati alla cultura della valutazione e ci può stare che sia andata così ,ma si può migliorare, questa sembra essere la filosofia degli ornitologi non antirenziani. Magari succederà in Trentino, terra di sicura innovazione in materia scolastica, come auspica Santoli che lì opera. In Trentino ci sono, però, altri presidi che non la pensano, sulla chiamata diretta, come Santoli. Una per tutte Maria Pia Veladiano che ne ha scritto a suo tempo su Repubblica. Ora è vero che esistono le Regioni a statuto speciale ed il Trentino lo è, ma esiste anche il resto d’Italia e lì le cose non hanno sicuramente funzionato. Non hanno funzionato come non ha funzionato finora il cosiddetto potenziamento, altra perla della brutta scuola renziana. Nolite mittere margaritas ante porcos ammonivano i Latini.

 
05/09/2016 - Cerchiobottismo o dell’arrampicarsi sugli... III (Franco Labella)

Se uno, come ho provato a fare io, si piglia la briga di documentarsi con le rubriche di lettere dei giornali, con i siti specializzati, con i quotidiani nazionali, con i siti locali, con i siti delle scuole e relativi albi e bandi, con la conoscenza diretta di docenti coinvolti nella roulette della chiamata diretta, il caleidoscopio delle richieste dei presidi è veramente impressionante. E’ tanto ampio e pure con qualche punta perfino di stranezza da avermi suggerito l’idea di scrivere, in futuro, uno stupidario della chiamata diretta. E non c’è solo la selezione con video a figura intera che magari servirà per i tronisti di “Uomini e donne” dove la bella presenza e la telegenicità sono tutto…. Perché siamo arrivati anche alla schedatura in violazione della legge 300/70. Quel coso orrendo che si chiama pure Statuto dei lavoratori. Ovviamente il terreno è scivoloso e quindi mica tutti e tutte i docenti se la sentono di farsi terra bruciata con i presidi. Quelli si passano parola e se poi finisco nella black list? L’intraprendenza, poi, non ha limiti perché ci sono stati anche docenti che hanno contattato preventivamente presidi. Per ingraziarseli? Boh, certo a me non sarebbe mai venuto in mente di andare a leggere il cv di un dirigente, chiamarla a telefono e complimentarmi con lei prima del colloquio. Se ci credete, vicenda vera ma coperta da ovvia riservatezza perché a telefonare non sono stato io.

 
05/09/2016 - Cerchiobottismo o dell’arrampicarsi sugli... II (Franco Labella)

Non con i vituperati sindacati (immagino Santoli che si illumina di immenso quando elenca come unica luce la mancata intesa fra MIUR e sindacati)… ma magari con mamma (o papà) MIUR che mi mette i paletti finti e, se del caso, mi protegge con l’Avvocatura dello Stato. Già ma i paletti finti sembravano esserci già ora e si è visto come è finita…Salvo per il Ministro che, seraficamente, usa, a procedura conclusa, le parole riportate nell’articolo. Chiamata per competenze? Ma de chè dicono a Roma, magari pure a Viale Trastevere. Rispetto e scala gerarchica mi impediscono il commento integrale con quella frase che finisce, un indizio lo do, per “ci fa?” Per Santoli tuttavia, choc assorbito ed andiamo avanti se non ho equivocato il suo incipit. Solo che poi Santoli impiega quasi metà del suo scritto a descrivere una minima parte delle occorrenze non commendevoli che si sono viste in sede di prima applicazione.

 
05/09/2016 - Cerchiobottismo o dell’arrampicarsi sugli specchi. (Franco Labella)

Non me ne voglia il preside Santoli che già in passato, a proposito di un mio commento, ha chiarito di non capire bene quello che scrivo. Temo che la storia si ripeterà e, magari, dovremo rassegnarci reciprocamente. Se uno legge (io l'ho fatto tre volte perchè sono un po' tardo di comprendonio) quello che Santoli ha scritto, si fa l'idea che la strada sia, sull'onda di Battisti (Lucio, non Cesare...) "io vorrei, non vorrei, ma se vuoi". Cioè, per essere più chiari, Santoli mi dà l’idea che vorrebbe scrivere che sta cosa della chiamata diretta o come si chiama, per come è scritta nell’articolato della L.107/2015, è una boiata pazzesca ma poi, in realtà, prova a nobilitarla per salvarne l'essenza. E l'essenza qual è? Beh qui comincia veramente il difficile perché per Santoli la c.d. chiamata diretta non è assimilabile ai meccanismi privatistici di selezione del personale ma è un'altra cosa. Libera scelta del dirigente ma in mezzo al casino verrebbe da scrivere. La definizione magari sarà rozza e volgare ma non me ne vengono altre ed il quadro che si disegna è: non sono un datore di lavoro privato che fa scelte di mercato e le paga, io sto nell’istruzione pubblica statale, niente a che vedere (sarà vero?) col mercato, ma siccome sono dirigente voglio scegliere magari con responsabilità a mezzadria. Segue