BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Alternanza, attenti alla fregatura del "lavoro" virtuale

Pubblicazione:

LaPresse  LaPresse

Passiamo al secondo modello, che definiremo alternanza scuola-lavorosimulato. Siccome lavoro vero non c'è, allora ce lo immaginiamo. E così le scuole verranno sempre più prese d'assalto da associazioni che lavorano col "gruppo classe" e che giocano con gli studenti a simulare il lavoro. Un lavoro per finta, che si fa tutti insieme, a scuola, non sul posto. E addirittura durante l'orario scolastico, con i docenti in orario che si girano i pollici e attendono il loro turno in attesa che tocchi di nuovo a loro. In questo caso abbiamo creato lavoro per tutte quelle associazioni che vivono di questi progetti. Sempre sulle spalle di studenti, famiglie, docenti. Siccome le definizioni vanno tanto di moda, potremmo parlare di "sovrapposizione" lavoro-scuola.

Sento quello che dice: "Docente, basta con questa tua ansia da programma! Rinnovati!". Rispondo, come sopra, che prima di sparare giudizi, e avanzare pretese, bisognerebbe stare nei panni di un docente. Noi docenti non ci permettiamo di dire ad un impiegato qualsiasi (che venga forzatamente estromesso dal suo lavoro e che si metta le mani nei capelli avendo molte pratiche da sbrigare e non sapendo come fare) "datti una mossa, rinnovati!". Noi non abbiamo tanto "ansia da programma" (abbiamo anche quella, com'è normale che sia), ma il problema di reinventare completamente il nostro lavoro all'improvviso, senza che chi sta sperimentando su di noi e sui nostri studenti ci abbia anche solo preavvertito. Ci si dice: "L'alternanza scuola-lavoro deve entrare a far parte della programmazione didattica", frase che chi vive nella scuola, chi è alle prese con la realtà della scuola non può che giudicare come uno slogan.

Faccio un esempio: l'attività di animazione che moltissimi studenti svolgono durante il periodo estivo presso gli oratori è considerabile come un'esperienza di "lavoro" oppure va esclusa perché "volontariato"? Conta più l'ente-azienda che fa fare l'esperienza o l'esperienza in sé? Stare con dei bambini, fare attività di danza, teatro, musica, sport è "lavoro" anche se non strettamente connesso ad una dinamica aziendale? Non si è d'accordo nemmeno su questo. E allora, di che stiamo parlando?

Chissà perché, mentre scrivo mi viene in mente quella pagina dell'Esodo in cui il Faraone, per punire gli Ebrei, ordina di fare lo stesso numero di mattoni che dovevano fornire solitamente, senza però fornirgli la paglia. E gli Ebrei si lamentano: non ci date la paglia, ma ci ordinate di fare i mattoni! Quel Faraone non è passato alla storia come un sovrano illuminato e comprensivo, ma come un tiranno ostinato ed oppressivo. Già, la storia, lo studio del passato… Chiedo scusa: dimenticavo che bisogna adeguarsi ai tempi!



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
11/09/2016 - Fastidi... (Gabriella Villa)

Cortese prof. Labella ritengo eccessivo richiedere a chi commenta gli articoli del sito di "argomentare" nel dettaglio le posizioni manifestate. I commenti, a mio modesto avviso, dovrebbero aiutare chi osserva una parte di realtà da un punto di vista definito, a considerare che - forse - il reale è più complesso di quanto un osservatore vede. Dal basso consiglierei la lettura del libro "Il teorema del lampione" di J.P. Fitoussi, sperando di non urtare la suscettibilità di chi vanta un "palmarès" riconosciuto. Buona continuazione.

 
10/09/2016 - Fra signori e mortali (Franco Labella)

Gentile preside Villa, fra comuni mortali il "signore" rivolto ad un collega (perché che Zappa sia un collega lo si evince non solo dall'articolo ma anche dalle note biografiche) non è esattamente un segnale di dialogo. Anch'io in passato sono stato gratificato, sempre qui, da un collega col "signore". Verrebbe facile rispondere, con Totò "...ed io lo nacqui... ". Battute a parte, suggerirei, perciò, sommessamente, di considerare i commenti per quello che sono anche nella filosofia del Sussidiario (http://www.ilsussidiario.net/ChiSiamo/ cfr. paragrafo "Una sfida comune"): un'occasione di dialogo e di confronto con gli autori. Si può non essere d'accordo con quanto scrive in maniera circostanziata Zappa: perfetto, provi a contestarne le argomentazioni. Ma tacciare di immobilismo uno che si prende la briga di scrivere, diciamo così, controcorrente rispetto alla brutta scuola non mi pare ragionevole. E l'empireo lasciamolo ai teologi... Buona serata

 
10/09/2016 - Tra il dire e il fare (Gabriella Villa)

Cortese sig. Zappa non si abbassi la prego, resti nell'empireo. Noi mortali continueremo a lavorare per avvicinare la scuola alla realtà, senza fermarci alla superficie delle cose. PS: spero di non aver disturbato troppo con il mio infimo intervento... e detto ciò, mi ritiro in buon ordine e lascio continuare i sapienti.

 
10/09/2016 - Allora giochiamo a Monopoli! (gianluca zappa)

Gentilissima Gabriella Villa, spero che non si sia fermata al titolo, ma abbia letto l'articolo fino in fondo. Dal suo commento non mi pare. Con una simile battuta di spirito molto semplificatrice potrei risponderle che se confrontarsi con la realtà e aprire la scuola alla realtà è trasformare i docenti in spettatori di una partita a Monopoli, spiegata e arbitrata da formatori esterni. meglio tenersi il vecchio uovo autoreferenziale. Ma non farò questa battuta, per non abbassarmi a questo livello della discussione. Saluti. GZ

 
09/09/2016 - La Buona Scuola di cartapesta del timoniere Renzi (Vincenzo Pascuzzi)

Anche l’ASL (alternanza scuola-lavoro) si sta rivelando come un pupo o personaggio di cartapesta, cioè una rappresentazione inutile, falsa, grottesca, carnevalesca e paesana della realtà. Esattamente come chiamata diretta, ambiti disciplinari, supplentite superata, precariato assorbito, maggiori poteri ai presidi, ed altro ancora. Era prevedibile, previsto, ed era stato detto e gridato in tutti i modi ai volenterosi, testardi, incaponiti ma incapaci artefici della riforma epocale e risolutiva della scuola, agli ordini del grande e valoroso timoniere Matteo Renzi, assistito dal mozzo Stefania Giannini. Forse ha qualche attinenza, ragione e significato il fatto che il primo impegno istituzionale dell’allora neo-nominato sottosegretario Davide Faraone sia stato alla Scuola di Cartapesta di Termini Imerese (il video si trova ancora in rete). Adesso Renzi ha promesso un tour preelettorale nelle scuola (ce lo ricorda Franco Labella) cominciando con la scuola antisismica di Bagnolo Piemonte appena inaugurata e che non dovrebbe avere problemi. Che senso e utilità possono avere simili visite? Ammesso che alle promesse seguano davvero i fatti, solo quello di effimera passerella, di occasione per esaltazione mediatica personale con rituale comizietto infarcito di io-io-io, di bugie e di ulteriori annunci per il futuro. Altra cosa erano vent’anni fa i blitz a sorpresa negli ospedali di Raffaele Costa allora ministro della Sanità.

 
09/09/2016 - Sempre a proposito di uova... (Franco Labella)

Ma io mi chiedo: è mai possibile che a fronte di critiche circostanziate, invece di rispondere si tira in ballo sempre il preteso "immobilismo"? Insomma, santa pazienza, ma se non hai nè le uova, nè la padella e manco l'olio, la frittata come la fai? Con la realtà virtuale?

 
09/09/2016 - Ho fatto un sogno... (Franco Labella)

Renzi ha promesso di fare un tour preelettorale nelle scuole prima del referendum. La suggestione deve avere avuto un peso nell'attività onirica perché leggendo l'analisi precisa e condivisibile di Zappa ora mi è tornato in mente. Il sogno: Renzi va nelle scuola portando anziché la versione Boschi della Costituzione (ché quella è decisamente difficile da spiegare, secondo i costituzionalisti gufi) uno, due, tre articoli tratti da quotidiani e siti. Uno di questi è quello di odierno di Zappa. Il fiorentino lo legge e poi prova a rispondere, nel merito, a quello che c'è scritto. Il tour, a quanto pare, sarà lunghetto (magari dipende dai fischi come a Salerno per la Giannini) e c'è tutto il tempo per sognare. Ma potrebbe pure essere che a qualcuno venga in mente di trasformare il sogno in realtà. Invece che le slides si potrebbero preparare antiquati cartelloni (così aiutiamo gli ornitologi) con due o tre domandine come quelle relative alla scopiazzatura dell'alternanza. Una cosa tipo: ma è meglio l'azienda virtuale o Sim City? Un'altra domandina sulla chiamata diretta. Cose semplici come: ma Cantone ha ragione di preoccuparsi anche di questo? Nelle poche scuole in cui ancora s'insegna il Diritto la domandina semplice semplice (così diamo anche un senso alla sua faticaccia) potrebbe essere: ce lo spiega l'art. 70 della Costituzione versione Boschi? Ma è solo un sogno.. magari arriveranno un'altra volta i coretti degli alunni, in stile Ventennio, come a Siracusa nel 2014.

 
09/09/2016 - Delle due ... la terza (Gabriella Villa)

Il lavoro non c'è. Allora non esiste alcun interesse a tramandarne la pratica. Il lavoro non c'è. Allora simularne le condizioni è una perdita di tempo. Soluzione: l'uovo scuola è autosufficiente, non serve che si confronti con la realtà. Ogni cambiamento disturba i conducenti. Tutto va ben, madama la marchesa!

RISPOSTA:

Gentilissima Gabriella Villa, spero che non si sia fermata al titolo, ma abbia letto l'articolo fino in fondo. Dal suo commento non mi pare. Con una simile battuta di spirito molto semplificatrice potrei risponderle che se confrontarsi con la realtà e aprire la scuola alla realtà è trasformare i docenti in spettatori di una partita a Monopoli, spiegata e arbitrata da formatori esterni, meglio tenersi il vecchio uovo autoreferenziale. Ma non farò questa battuta, per non abbassarmi a questo livello della discussione. Saluti.