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SCUOLA/ Puntini di sospensione… Abbiamo davvero bisogno di questi impostori?

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Anche i puntini di sospensione sono letali: l'abuso della sospensione non rivela altro che la fine del pensiero, la morte del giudizio, l'incapacità di pensare. Pensare è una parola che rimanda al peso, pensare significa pesare le parole che descrivono le cose, scegliere quali usare, decidere, dire sì o no. Non lasciare sospeso nell'aria! Pensiamo a una frase come questa che una volta ho trovato scritta su un muro: sarebbe una gran bella cosa, ma… Ma cosa? Puoi lasciarmi lì il messaggio a metà in questo modo? Forse voleva solo attirare l'attenzione, dirà qualcuno. Oppure creare della suspence, convinti che il silenzio possa rendere ancora più importante quello che si scrive. Ma allora ci si renda conto che il silenzio vero è quello che viene dopo il punto e abita nella riga bianca, nel muro grigio, su ogni superficie dove si può scrivere e invece si decide di finirla. Quanti puntini di sospensione avete trovato in Leopardi? In Dante? In Manzoni? In Cormac McCarthy? In verità quando sai cosa devi dire, quando sai pesare le parole, cioè quando sai pensare, non hai bisogno di questi impostori. 

Ecco, dietro questi puntini si può nascondere la menzogna, l'equivoco, il fraintendimento. Può darsi, forse è proprio così, che dietro di loro, o sopra o sotto, si nasconda davvero il balbettamento o il sonno della ragione dentro cui ormai ci troviamo. E come scriveva Goya in una sua incisione, il sonno della ragione genera mostri. I puntini di sospensione sono la lingua di questi mostri, sono la lingua che sta andando verso la sua fine, che si getta nel baratro dell'indicibile, pensando di tuffarsi nel cielo dell'ineffabile. Non c'è nessuna misteriosa verità, nessun segreto che attraverso quei puntini venga raggiunto o suggerito. Parafrasando una vecchia pubblicità progresso viene quindi da dire: chi abusa dei puntini avvelena anche te, digli di smettere. (A meno che...)

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COMMENTI
17/01/2017 - No, Corrado (Franco Labella)

Stavolta sono in dissenso....