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MATURITA'/ Inglese, bocciato l'Invalsi (per ora)

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3. Per inglese alla conclusione dell'esame di Stato del secondo ciclo (la "maturità"), non sembrerebbe possibile, e qui nasce la terza domanda; il decreto cita espressamente una prova "adattabile" che, nel linguaggio delle certificazioni linguistiche, significa una prova che si adatta, proprio perché somministrata al computer, alle risposte del singolo studente, in modo che ognuno veda certificato il livello di competenza massima che può raggiungere. Appaiono evidenti in questo caso due considerazioni. Da una parte, l'impossibilità di ripiegare sul cartaceo, che non può prevedere, se non attraverso steps graduati in più sessioni valutative, un innalzamento della prova (ma anche qui solo a salire, e solo su steps prestabiliti e non individualizzabili), e dall'altra la possibilità di certificazioni falsate da "technical malfunctioning". Nel mondo delle lingue il Miur ha già sottoscritto da anni accordi per concorsi sia a steps progressivi su base cartacea, che computer-based, e che incorrono nelle due problematiche qui evidenziate. Come garantire la somministrazione della prova in tutte le scuole?

4. Una quarta domanda riguarda il formato della prova Invalsi di inglese sempre alla maturità, la new entry, e sulla quale la curiosità femminile (noi prof di inglese, si sa, siam quasi tutte donne, ci perdonerete...) si accanisce: la prova è conforme ai livelli del Common European Framework for Foreign Languages, e si fa riferimento alle Linee nazionali, una delle poche cose chiarissime di tali indicazioni (che sono le stesse ovunque) è il livello di competenza linguistica minima per lo studente in uscita dalla scuola secondaria: B2. E la prova, si dice, deve verificare le "abilità di comprensione e uso della lingua" (cit.); è quindi prevedibile una reading and comprehension con domande a multiple open cloze su use of English, modellata su quella della terza media, ma di livello B2? Ma che valore avrebbe una prova di certificazione della competenza linguistica che sia inferiore alla certificazione linguistica First, Cae, Ielts (sempre più richiesta) o Toefl, che prevedono tutte e quattro le abilità, e secondo format di items (le domande) che si sono fortemente affinate? Si tratti di aspetti tecnici, ma se si vuole ambire a creare una prova nazionale standardizzata, non si può trascurare affatto la dimensione tecnica.

5. Questo porta alla penultima domanda: chi saranno gli esperti incaricati della redazione delle prove Invalsi di inglese alla maturità? E' prevedibile una partnership con il mondo accademico, o con quello degli enti certificatori, e se sì, non è ragionevole ritenere che ne usciranno prove diverse? L'ipotesi di una collaborazione con i docenti, ovviamente, è da escludersi; una delle ragioni della estromissione delle prove Invalsi dall'esame di terza media è proprio la diversa natura dell'atto valutativo del docente e dell'Invalsi ( se non fosse per quella domanda numero uno, ovviamente).


COMMENTI
30/01/2017 - Un'ultima domanda da tecnico del diritto... (Franco Labella)

Fischieranno le orecchie a chi vorrà provare a rispondere, in maniera pertinente e convincente, alle numerose domande che la collega Ballabio, dall'alto di competenza e conoscenza sicuramente forti sul tema, ha posto. Provo ad aggiungerne un'altra da tecnico del diritto: nella formulazione dei provvedimenti ci si preoccupa anche della congruità rispetto a norme e provvedimenti precedenti? La domanda è meno peregrina e provocatoria di quanto non sembri perchè è di tutta evidenza che quando ci sono discrasie evidenti o fortemente condizionanti poi arriva la giustizia amministrativa, quella che Renzi voleva eliminare o quasi. La Gelmini aveva un record abbastanza insuperabile di sentenze contro i suoi provvedimenti. Non vorrei che Giannini prima e magari Fedeli, ora, le insidiassero il primato...