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SCUOLA/ L'italiano in crisi? Il rimedio c'è, ma non è scritto nell'appello

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Inutile elencare i difetti delle scuole di oggi: ogni scuola, saputi gli obiettivi nazionali che deve raggiungere, faccia quel che vuole, e si vedrà se funziona meglio la scuola che punta tutto sul pedagogismo contemporaneo, o invece quella in cui si imparano a memoria le poesie e si fanno esercizi di retorica e di stile.

Questo, ad avviso di chi scrive, è il metodo da perseguire, e che può cambiare realmente la situazione, anche per l'insegnamento della lingua italiana. A patto, però, che quanto detto non si tramuti in materia per l'ennesimo appello con elenco di firme in calce...

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COMMENTI
08/02/2017 - Bene, ma l'università? (ROBERTO PELLEGATTA)

Benissimo l'autonomia come strada maestra di ripresa della scuola, magari aggiungendo che l'autonomia avrà valore se si toglie il valore legale del titolo di studio, cioè se la preparazione finale varrà per quello che è e non per il pezzo di carta che si consegna. Tuttavia, rispetto all'efficacia dell'insegnamento, la radice stà nella formazione degli insegnanti. La passione e la motivazione non si insegna, ma il metodo sì, e l'Università attuale è esattamente il contario di quello che serve per insegnare: nozioni, libri (quando va bene) e basta. Impossibile insegnare bene con questo. Infatti chi insegna bene lo ha imparato a proprie spese sul campo.