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Educazione

Torino, manichini di Salvini e Di Maio bruciati dagli studenti/ A Firenze palpeggiata studentessa: denunciato

Sciopero mondo scuola, studenti in piazza a Roma e in 30 città: "ribalteremo questo Governo, non è del cambiamento". Cortei e proteste: "tagliati 8 miliardi in 3 anni"

Scuola, proteste in piazza contro governo Lega-M5s (Twitter)Scuola, proteste in piazza contro governo Lega-M5s (Twitter)

Nella mattinata di ieri migliaia di studenti in tutta Italia hanno manifestato contro il governo, che secondo loro, stanzierebbe pochi fondi per l’istruzione. Purtroppo durante le manifestazioni pacifiche, si è verificato anche un episodio antipatico: in occasione di un corteo studentesco organizzato in quel di Firenze, un uomo sulla cinquantina, visibilmente ubriaco come riporta La Nazione, ha avvicinato un gruppo di ragazze. A quel punto ne ha importunata una, palpeggiando il seno di una quindicenne. La prima reazione della giovane è stato lo stupore, poi la stessa è scoppiata in lacrime ed ha deciso di raccontare il tutto ai poliziotti presenti per controllare la manifestazione. A quel punto gli uomini delle forze dell’ordine hanno individuato il molestatore, lo hanno fermato, e lo stesso è stato denunciato per violenza sessuale dopo aver raccolto anche le testimonianze delle amiche presenti con la vittima. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DI MAIO SMORZA I TONI

Il vice-premier Luigi Di Maio cerca di smorzare la tensione dopo gli inquietanti disordini avvenuti a Torino durante una manifestazione studentesca contro il governo. Due studentesse sono state denunciate per avere bruciato i manichini di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, un'iniziativa che chiaramente ha avuto un notevole riscontro sui media. Il leader pentastellato, a differenza del capo politico della Lega Nord, Matteo Salvini, ha invitato i ragazzi in rinvolta ad un confronto col governo: "Le porte del ministero sono aperte a tutti e le mie orecchie pure - ha scritto Di Maio sulla sua pagina Facebook - Le ho aperte ai riders, ai disoccupati, ai lavoratori, agli imprenditori. Sono aperte anche a tutti gli studenti che vogliono portare proposte per la scuola, per l’università e per il futuro del Paese. L'istruzione, i percorsi di formazione, i nuovi lavori sono tutti temi importantissimi per il Paese e in cui gli studenti devono essere coinvolti perché ne va della loro vita". (Aggiornamento Jacopo D'Antuono)

DENUNCIATE DUE STUDENTESSE

Sarebbero due studentesse, entrambe vicine al centro sociale Askatasuna, le persone denunciate dalla polizia a seguito dei disordini avvenuti questa mattina a Torino, nel corso di una manifestazione studentesca promossa per protestare contro le politiche per la scuola promosse dall’attuale Governo e che hanno avuto notevole clamore mediatico per via dei due manichini, raffiguranti Matteo Salvini e Luigi Di Maio, fatti bruciare e poi appesi. Le due attiviste, rispettivamente di 17 e 18 anni, sono state denunciate per il gesto con l’accusa di vilipendio delle istituzioni e anche per via dell’accensione di fumogeni: a proposito dell’episodio, il titolare del Viminale si era già espresso, bollando il tutto come “una cosa schifosa” e scagliandosi contro i centri a-sociali e quei professori che non insegnano l’educazione civica ai ragazzi, mentre parole più concilianti sono arrivate dall’altro vicepremier pentastellato, che ha rimandato al mittente le contestazioni di tagli al mondo della scuola e dell’università ma si è detto aperto al dialogo e ha spiegato che le porte del suo Ministero sono sempre aperte ai giovani per il dialogo e il confronto. (agg. R. G. Flore)

SALVINI, "UNA COSA SCHIFOSA". MA DI MAIO...

Con un post questa volta dai toni molto duri e non coi soliti “baci” ai contestatori, il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato lo spiacevole episodio dei manichini che raffiguravano lui e Luigi Di Maio bruciati e appesi durante una manifestazione studentesca a Torino. Il titolare del Viminale ha bollato, attraverso un post apparso su Facebook, come “cosa schifosa” l’accaduto, ricordando che ciò non dovrebbe accadere nei confronti di alcuna persona, e poi prendendosela con i centri a-sociali e qualche professore o politico che non insegnerebbe l’educazione civica ai ragazzi che lo contestano. Dal canto suo, invece, l’altro vice-premier pentastellato ha usato toni più concilianti, riconoscendo agli studenti che non sono scesi in piazza solo nel capoluogo torinese che è loro diritto manifestare e, per marcare il cambiamento rispetto al precedente esecutivo, ha ricordato che le porte del ministero sono sempre aperte: “Per prima cosa vediamoci, parliamo e costruiamo insieme una nuova scuola”, incoraggiando poi le manifestazioni e ricordando come lui durante la sua carriera scolastica abbia fatto il rappresentante degli studenti ma anche che una delle critiche quest’oggi ricevute, ovvero che vi sono dei tagli alla scuola e all’università, non è affatto vera. (agg. R. G. Flore)

STUDENTI GIA' DENUNCIATI

In oltre 30 città italiane è andata in scena questa mattina la protesta degli studenti, che hanno alzato la voce per manifestare contro il governo giallo-verde che a loro modo di vedere non avrebbe inserito i giusti contributi economici per l’istruzione. Fra i cortei dei ragazzi si sono visti anche dei manichini di Di Maio e Salvini che sono stati dati alle fiamme: una scena che non è affatto piaciuta al ministro dell’Interno, che ha replicato attraverso la propria pagina Facebook. «E poi saremmo io e la Lega a seminare odio», dice il leader leghista che poi aggiunge «Per ora i responsabili sono stati identificati e denunciati: ma si sa per loro è sempre colpa di Salvini». Il vice presidente del consiglio ha quindi lanciato l’hashtag #colpadisalvini come protesta nei confronti dell’azione studentesca di cui sopra. Pochi giorni fa, sempre a seguito di una manifestazione di studenti in piazza, Salvini aveva ironizzato dicendo che suo figlio era contento perché grazie a lui non andava a scuola: oggi il ministro l’ha presa un po’ meno sul ridere… (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LA REPLICA DI SALVINI

Sono scesi in piazza in tutta Italia gli studenti delle scuole per protestare contro la Manovra del governo M5s-Lega che a loro giudizio "si riempie la bocca di parole come "cambiamento", per poi offrire solo regresso", come dichiarato da Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi e riportato da Il Messaggero. Tra le dimostrazioni più plateali degli studenti la messa al rogo di due manichini raffiguranti i ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Proprio quest'ultimo su Facebook è andato giù pesante nei confronti dei manifestanti e su Twitter ha replicato alla provocazione:"Questi "democratici" studenti, coccolati dai centri sociali e da qualche professore,avrebbero bisogno di molte ore di educazione civica. Forse capirebbero che BRUCIARE in piazza il manichino di Salvini, e di chiunque altro, o appenderne ai lampioni le immagini è una cosa schifosa". (agg. di Dario D'Angelo)

ANCHE MIGRANTI IN SCIOPERO A NAPOLI

Proseguono i cortei in mezza Italia contro la manovra del Governo che «esclude la scuola dal futuro del cambiamento italiano»: dopo i manichini bruciati di Salvini e Di Maio, altro caso molto discusso sui social è la presenza di migranti nelle manifestazioni di Napoli in Piazza Plebiscito, accanto agli studenti. «Salvini, stai scherzando con la nostra vita. Vai via. Noi siamo solo immigrati, non siamo bestie, siamo umani. Da quando c'è Salvini, la politica italiana è diventata razzista e fascista», attacca un gruppo di giovani immigrati dal presidio centrale dei cortei anti-governo. Nuove proteste anche nelle altre città contro il Codice Etico “mancante” nella Manovra: «lo pretendiamo in modo che tuteli e garantisca i nostri diritti, oltre a proibire alle aziende e agli Enti Privati collusi con la mafia o colpevoli di disastri ambientali di lucrare sulla nostra formazione». 

BRUCIATI MANICHINI SALVINI E DI MAIO

E come ogni “buon” corte studentesco che si rispetti, qualche manichino di politico o ministro deve finire al rogo: succede a Torino, pochi minuti fa, quando la piazza inferocita di collettivi e centri sociali mette a fuoco due manichini dei Ministri Salvini e Di Maio con paralleli slogan scanditi contro il Governo. Sui lampioni di Piazza Castello sono poi state attaccate alcune foto dei due leader di maggioranza con tanto di volto imbrattato da vernice rossa: al momento, segnala l’Ansa Piemonte, «L'area della protesta, di fronte agli uffici della prefettura, viene presidiata da polizia e carabinieri». Seguono poi le parole minacciose del collettivo “Rete della Conoscenza”: «scendiamo in piazza in tutta Italia perché vogliamo smascherare i bluff dei Ministri che parlano di sicurezza e innovazione per le nostre scuole ignorando le vere condizioni delle studentesse e degli studenti. La scuola pubblica fa acqua da tutte le parti. Bloccheremo le città e agiteremo il Paese: Salvini e Di Maio state attenti, ribalteremo il vostro governo del cambiamento». QUI IL VIDEO DEI MANICHINI DI SALVINI E DI MAIO BRUCIATI IN PIAZZA

SCIOPERO SCUOLA: CORTEI IN 30 PIAZZE ITALIANE

Non c’è vero autunno senza uno sciopero della scuola: quello di oggi venerdì (come sempre del resto, ndr) riguarda le richieste su edilizia scolastica, diritto allo studio e codice etico, oltre al tema dell’alternanza scuola lavoro. O almeno, questi sono i temi dibattuti dai sindacati e ripresi dagli studenti: l’effetto è una prima “scioperata generale” del mondo scuola contro il neonato Governo gialloverde, subito attaccato dai cortei. In questo senso la democrazia è servita: come Berlusconi e Renzi, ora tocca a Di Maio e Salvini essere attaccati da collettivi, centri sociali e liceali sparsi per circa 30 città in tutta Italia, con Roma capofila. «Contro le politiche legate alla scuola messe in atto dal governo del cambiamento; fate propaganda e strumentalità», attaccano alcuni studenti anche universitari riuniti nella Capitale, ovviamente bloccata con il parallelo sciopero dell’Atac (qui tutti i dettagli per i Trasporti, ndr), con un presidio partito da Roma giunto in Piazza Ostiense con 3mila studenti con tanto di fumogeni e altoparlanti.

SCUOLA, I MOTIVI DELLA PROTESTA

«Ci avete tagliato otto miliardi in dieci anni», attaccano alcuni responsabili dei collettivi studenteschi in piazza, precisando che «telecamere nelle scuole e leva militare sono provvedimenti dannosi e inutili, soprattutto se non ci si interroga su come risollevare un sistema scolastico che non riesce più ad essere strumento di formazione e crescita delle nuove generazioni: lo provano i 150mila studenti che ogni anno abbandonano gli studi». Da Roma a Monza, da Bergamo a l’Aquila, da Lecce a Catania, passando per Caserta, Cosenza, Bari e Napoli e tante altre; i motivi della protesta vengono spiegati da un hashtag rilanciato sui social (in realtà senza grande successo) «chi ha paura di cambiare? Noi no» per provare a raggiungere il Miur dove poter manifestare tutto il dissenso di questi primi mesi di Governo. Secondo l’iniziativa nata dalla Flc Cgil, i temi della protesta sono per l’appunto Edilizia scolastica, diritto allo studio, codice etico: «troppi silenzi e nessuna risposta sui disastri della legge 107, dalla riforma dell'Esame di Stato all'alternanza scuola-lavoro; non esiste un piano reale di finanziamento sull'edilizia scolastica: ancora nel 2018 ci crollano i soffitti in testa, pretendiamo la messa in sicurezza degli edifici, spazi aperti e di qualità; non esiste la garanzia del diritto allo studio: la dispersione scolastica è un cancro del nostro Paese e troppi studenti e studentesse sono costretti ad abbandonare il loro percorso». Addirittura alcuni invocano un “reddito di formazione” (che fa tanto di moda) perché si possano «abbattare le diuguaglianze e che ci garantisca di vivere le nostre scuole e la nostra città senza che siano le barriere economiche e sociali a decidere sul nostro futuro e sulle nostre aspettative».

VIDEO MANICHINI BRUCIATI DI SALVINI E DI MAIO

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