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Educazione

SCUOLA/ Esame di terza media, ci pensa la vita a smascherare l'inganno

"Vogliamo parlare di come mai, arrivandoci in modi così diversi, l'esame di terza media continui ad avere valore legale" e di fatto sia un inganno? (2). CORRADO BAGNOLI

(LaPresse)(LaPresse)

Come dicevamo nel precedente articolo a proposito degli esami di terza media: vogliamo parlare di come si arriva all'esame? Vogliamo parlare di come mai, arrivandoci in modi così diversi, l'esame continui ad avere valore legale?

Diciamo che Angela è una bimba un po' complicata e ha una situazione familiare non proprio serena, che a casa nessuno si occupa di lei e che durante le scuole elementari, pur non avendo nessuna specifica diagnosi di disturbo dell'apprendimento, ha goduto di un piano personalizzato Bes, per i suoi Bisogni educativi speciali. Che poi si è tradotto, purtroppo, nel fatto che ad Angela è stato chiesto sempre di meno e che è arrivata alle medie con tutto questo "meno" che pesa come un macigno. E intanto a casa sua le cose mica migliorano.

Diciamo che Pietro è un bimbo che fatica a scrivere, non riconosce le fondamentali regole grammaticali e che nella classe seconda elementare, dopo regolare prova, viene spedito a un centro specializzato, che conferma qualche difficoltà: diagnosi di Dsa, cioè Disturbi speciali di apprendimento, che poi — tradotto — significa che Pietro potrà continuare a scrivere facendo errori grammaticali e ortografici, che potrà dimenticarsi di carta e penna, che studierà due pagine invece di quindici e girerà con il suo netbook per i corridoi fino alla scuola media.

Diciamo che Sergio è un bambino che sa fare il suo, ma non è proprio un'aquila, se la cava facendo anche tanto lavoro; mentre Gianni, il suo compagno di banco, arriva al 6, come lui, facendo il minimo indispensabile. Poi ci sono tutti gli altri che bene o male se la cavano. Quinta elementare, tutti promossi. Tanto l'esame di fine ciclo è alle medie, ci penseranno loro a capire come fare.

Ma alle medie le cose non cambiano, anzi: le materie si moltiplicano, le difficoltà aumentano e ad Angela viene chiesto sempre meno, a Pietro anche, Sergio arranca più di prima e anche Gianni, il suo compagno che con il minimo sforzo prendeva il suo 6, adesso si porta a casa le sue belle insufficienze. Fino alla terza media. Perché mica si può bocciare in prima, ancora i ragazzi non hanno capito cosa vuole dire passare dalle elementari alle medie. E poi mica si può bocciare in seconda: diamo una qualche possibilità di riscatto nell'anno successivo, arriverà un briciolo di maturità. Così in questo slittamento perenne, i nodi rimangono e anzi si ingigantiscono.

Peccato che adesso c'è l'esame di terza media. Ora per Angela, che ha il suo bel piano personalizzato e che ha fatto sempre di meno, ci sarà una prova che sarà come quella degli altri: come, una vita a mettergli le strade in discesa e poi gli fai fare l'esame uguale a quello degli altri? Anche per Pietro, il Dsa (ormai li chiamano così, neanche più con il loro nome: come alla mutua, sono un numero o una diagnosi) stessa solfa: certo potrà scrivere al pc, certo avrà più tempo a disposizione, ma quello sarà l'esame. E così, ancor più ovviamente, sarà per Sergio e Gianni, che con le loro cinque insufficienze (magari in italiano, storia, geografia, matematica e inglese; ma ne hanno sei sopra, come educazione all'immagine e musica e le altre) sono stati ammessi con il 6.

E qui torniamo all'articolo precedente: potranno prendere anche quattro 5 nei compiti d'esame, ma saranno promossi. Come quelli che hanno preso 9 per tre anni di fila. Insomma, qualcuno certificherà che avranno raggiunto standard tali per cui potranno accedere a qualsiasi scuola di ordine superiore. Perché l'esame di terza media è un esame di Stato, ha valore legale. Perché tutti in Italia sono uguali e nessuno viene discriminato, perché in Italia si lavora per il successo formativo. Perché sulla pagella c'è scritto promosso, anche se poi nel foglio delle competenze c'è scritta un'altra cosa (forse varrebbe la pena di parlare anche di questo. Ma forse in un'altra occasione).

Forse Angela, Pietro, Sergio e Gianni, fra qualche anno, potrebbero tornare dai loro maestri e dai loro professori e chiedere loro conto dell'inganno, del torto subìto. Perché la vita, poi, non promuove così; perché forse quei maestri e professori avrebbero fatto meglio a essere onesti, a non spianare loro una strada che, adesso, potrebbe non solo essere troppo in salita, ma addirittura essere definitivamente chiusa per loro.

P.S. Un alunno Dsa di un mio collega ha fatto un colloquio da 9, ha studiato tutto quello che hanno studiato gli altri per tre anni, non ha avuto né voluto sconti; ha fatto un tema al pc, un tema da 7, in cui ha raccontato di quanto ha imparato a scuola, nella vita e nello sport, faticando davvero. Poi si è congedato dai suoi insegnanti con una poesia di ringraziamento, lui, uno che alle elementari non facevano nemmeno scrivere. E al mio collega di italiano ne ha riservata una speciale:

Così, dopo tanto tempo,
un'altra fiammella si spegne
dopo avere brillato per così a lungo.
Non so, è una sensazione di vuoto
ti fa essere come svuotato da un peso
che era bello tenere.
Che ti ha fatto appassionare e amare.
E ti ha fatto piacere il fatto che
sarà per sempre il numero uno.

Ecco, il mio collega ha ricevuto il certificato più bello. E quel suo alunno tornerà a trovarlo, ringraziandolo sempre di averlo trattato come una persona e non come un piano personalizzato.

(2 - fine)

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