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Milano rovente, aggressioni tra sostenitori di Pisapia e Moratti

La campagna elettorale per i ballottaggi nelle elezioni di Milano è sempre più infuocata. La guerra mediatica è deflagrata all'indomani del voto

Giuliano Pisapia (Foto IMAGOECONOMICA) Giuliano Pisapia (Foto IMAGOECONOMICA)

La campagna elettorale per i ballottaggi nelle elezioni di Milano è sempre più infuocata. La guerra mediatica è deflagrata all'indomani del voto e sta purtroppo scivolando verso una contesa fatta anche di aggressioni fisiche. La macchina dell'amplificazione elettorale degli avvenimenti è in piena funzione, ma certamente il clima si sta esasperando. I dubbi sono sistematici e i sostenitori di Pisapia, come della Moratti al pari dei loro elettori accolgono con scetticismo e diffidenza le notizie che vengono dal fronte avverso mettendo da parte la ricerca di una verità sempre più soggetta all'opinabile.
Questa mattina, al mercato di via Osoppo si è verificato un primo episodio di tensione. Alcuni sostenitori di Pisapia hanno cercato di interrompere con striscioni e cartelli un comizio di Letizia Moratti. Ne è nato un parapiglia che ha portato al ricovero in ospedale con codice verde la madre dell'assessore Alan Rizzi.
Fonti vicine ai vigili urbani parlano però non di una aggressione, ma di un diverbio poi degenerato che ha portato al leggero ferimento della madre dell'assessore, che non corre in ogni caso nessun tipo di pericolo. Per lei sono stati sufficienti dei medicamenti al pronto soccorso.
Pari e contraria la reazione dello staff di Pisapia che avrebbe questa volta subito una aggressione in centro, con tanto di denunce presentate ai vigili e riconoscimento da parte delle forze dell'ordine dei responsabili, secondo quanto dichiarato dal candidato.
E sempre nella mattinata Giuliano Pisapia e il suo staff si sono invece imbattuti in un tentativo di furto d'auto e scippo da parte di un giovane, che secondo quanto si apprende è un trentenne tossicodipendente, ai danni di una donna.
I sostenitori di Pisapia e il candidato sindaco sarebbero intervenuti scongiurando il peggio. E' impossibile non tornare a pensare all'ironia della sorte, che trasforma il candidato sindaco del centrosinistra da mandante di furto d'auto negli anni di piombo (ma poi la magistratura accertò la totale estraneità) a cittadino in grado di sventare proprio un furto d'auto.
E anche se le deposizioni e i verbali si sprecano, i cittadini accolgono con un sorriso o un gesto di stizza del tutto preconfezionati, tanta è la sfiducia di avere in questi giorni informazioni attendibili.


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